4.9.2008 > Rabat
La capitale, apparentemente grigia ed efficace, ad uno sguardo piu attanto si rivela colorata e zuzzurellona almeno quanto il resto del paese. Lunghe file di palazzi governativi recintati e di ambasciate sorvegliate costeggiano la strada dedicata a Mohammed V, che porta fino alle rovine demma Chellah, la magnifica necropoli romana. Recintata da delle imponenti mura racchiude al suo interno un paradiso di fiori e animali, gatti e galline, anguille nelle pozze e grandi cicogne che hanno fatto il nido su ogni supporto adatto, minareto compreso. (Continua)
1.9.2008 > Essaouira
Essaouira si trova a qualche ora di autobus da Marakesh, paradiso dei surfisti che pullulano nella ventosissima cittadina portoghese. Talmente ventosa da permettermi di indossare il giacchettino che pensavo di aver portato inutilmente fino a qui. Essaouira e conosciuta anche per il festival di musica Gnaua, una melodia tradizionale che si contamina con tutti i generi musicali, cercare su emule per credere. (Continua)
29.8.2008 > Marrakech
Marakes e in mezzo al deserto, o quantomeno nel mezzo di una zona desertica. Visto che siamo in agosto cio si traduce in un caldo stupefecente e in una polverosita a livelli elevatissimi. Polvere che copre e rende subito vecchia ogni cosa. Ci arriviamo con un comodo viaggio in treno su di una carrozza delle ferrovie Marocchine che ci permette parecchie osservazioni di antropologia spicciola.
Un ragazzo ci spiega che Marrakech e famosa per aver ospitato le riprese del film la Mummia. E ambientato in Egitto, ma per risparmiare hanno pensato bene di ricostruire qualche obelisco nella periferia cittadina. Io pensavo che fosse famosa per Marrakech Express di Salvatores, ma si viaggia proprio per allargare le proprie vedute. (Continua)
26.8.2008 > Fes
Il grande palazzo del Re del Marocco e quasi sempre vuoto, il sovrano passa solo qualche giorno all anno qui a Fes lasciando le centinaia di stanze e il gigantesco giardino deserti per il resto dell anno, le guardie della gendarmeria reale continuano a pattugliare il nulla facendo lunghissime ronde attorno ai muri del palazzo. Il taxista che ci accompagna dalla "nouvelle ville" dove ci ha scaricato il pulman (viaggio piu che accettabile) alla lontanissima citta vecchia entro le mura, riversa su di noi un po del suo repubblicanesimo. (Continua)
23.8.2008 > Chefchaouen
In tutto il nord del Marocco si puo trovare l acqua minerale imbottigliata a Chefchaouen, paesello fra i monti del Rif a poche decine di chilometri da Ketama. La medina, arroccata sulle montagne e completamente dipinta di varie tonalita di azzurro, il colpo d occhio e notevole. Anni di colonialismo francese e spagnolo hanno lasciato forti influenze in tutto il paese e fra i retaggi di quest epoca rimane lo statuto speciale relativo al Kif che continua ad essere ben tollerato anche oggi, per i giganteschi indotti che genera. (Continua)
22.8.2008 > da Nador a Chaouen (Chefchaouen)
E stato un viaggio allucinante, da far rimpiangere le appicicose attenzioni degli hostess dei bus turchi. Partiamo di primo mattino su di un autobus fatiscente. Siamo gli unici turisti. Non c e un sacco per i rifiuti, tutti buttano tutto per terra, ben presto bottiglie e lattine rotolano ovunque. Ci inerpichiamo sulle ripide montagne del Rif a velocita sconsiderata, molte e lunghe pause rendono comunque bassissima la velocita media di crociera. Ad un certo punto un bambino inizia a vomitare, un liquido viscoso si spande per il corridoio e le bottiglie rotolanti contribuiscono a spalmare il vomito per tutto l autobus. (Continua)
21.8.08 > da Melilla a Nador
Dalla fortezza europa al regno del re del Marocco, il passo e breve, o lunghissimo, a seconda della direzione in cui lo si compie. Il posto di frontiera e squallido come tutti i posti di frontiera. Il lungo muro di filo spinato si apre in un lungo corridoio di asfalto sbroccato. Una fiumana di gente che corre carica di sacchetti di plastica nera (che poi vedremo dappertutto in grande quantita, ai bordi delle strade, impigliati fra i rami degli alberi) fra le auto strombazzanti. (Continua)
20.8.08 > da Malaga a Melilla
Sono otto ore e passa di mare sul traghetto rapido. Viaggio confortevole sulle sdraio di plastica accanto alla piscina. C e chi si fa questa tratta in condizioni ben diverse della nostra: sui gommoni tentando di entrare nella fortezza. Fra un tuffo e una spruzzata di crema solare e facile dimenticarsene.
Sulle sedie da giardino in plastica bianca, i pochi magrebini presenti scrutano l orizzonte. Laggiu dove, fra qualche ora, apparira l africa. (Continua)
Spettacolo di flamenco della scuola Rosa de Fuego
La scuola di flamenco "Rosa de Fuego" ha organizzato negli scorso giorni uno stage (con la maestra Melinda Sala) ed uno spettacolo nella piazza principale a Les Saintes Maries de la Mer in occasione della Feria du Cheval, ecco alcune fotografie.
Se una fotografia non si apre, prova da qui
Altre fotografie del villaggio
Saintes Maries de la Mer
Fra fenicotteri e fanghiglia
Ancora qualche fotografie da Saintes Maries de la Mer nelle Camargue
A zonzo nel sud della Francia
Siamo tornati da una settimana in giro in auto nel sud della Francia ecco un breve resoconto e una selezione delle fotografie scattate!
Prima tappa Marsiglia, sulle note dei Massilia Sound System visitiamo la città. Bella, grande, viva e crocevia di persone provenienti da tutto il mondo. Se chi dice di aver paura ad uscire di casa a Besso, si facessero un giro per le vie di questa città si renderebbero conto di cosa significa una città in cui la percentuale di stranieri è davvero alta.
A Marsiglia è in corso una vera e propria guerra immobiliare, tutta una serie di palazzine storiche abitate dalla popolazione meno abbiente viene ristrutturata e trasformata in appartamenti di lusso. Edifici vuoti lasciati alla rovina in attesa del momento giusto per investire. Ovunque adesivi con le lettere OM incrociate, non un omaggio a questo blog ma al glorioso Olympique Marseille la seguitissima squadra di calcio locale. Mangiamo pesce fritto al porto ed un abbondante cuscus in un locale completamente ricoperto di piastrelle nel quartiere arabo. (Continua)
Novelle consu-mistiche dal monte Roveraccio

Sono partito da casa senza una meta precisa, sapevo che avevo voglia di camminare, sudare e fare un po' di fatica. Sentire il mio corpo vivo dopo il letargo invernale. La montagna mi mette addosso un nonsoché di mistico, mi sento in comunione con la terra e con il cosmo.
Penso che se dio esistesse gli alberi potrebbero essere prova inconfutabile della sua presenza. Immerso nei miei pensieri trascendentali supero l'alpe Cottino e arrivo al San Lucio. Silenzio e la vista può spaziare tutto attorno a me. Arriva un rumoroso elicottero a rovinare tutto. Scendono cinque persone che gridando a squarciagola si lamentano di aver trovato la capanna ancora chiusa. Asini!
Continuo la mia passeggiata verso l'alpe del Pairolo. Sul mezzacosta del Foiorina c'è ancora parecchia neve, io stolto sono in sandali che affondano fino al polpaccio. (Continua)
Cose turche
Estate 2007, diario di viaggio fra Grecia, Turchia e Kurdistan.
Efeso
Una volta ad Efeso c'era il mare. A poco a poco il fiume ha trasportato sabbia e detriti e ora le rovine si trovano in mezzo ad una secca e sterposa pianura. E' qui che hanno trovato il Priapo, la statuetta con un gigantesco fallo che ora si trova in vendita nella versione fallo-apribottiglia nei negozietti di souvenir. Il mare e' a qualche chilometro: Pamucak sei chilometri di spiagge di sabbia finissima ricoperti di spazzatura e alghe, la raggiungiamo su due scassatissime bicicletta rischiando la vita schivando gli spericolati guidatori turchi. Istambul e' ad una notte di viaggio e la Turchia misteriosa e affascinante che abbiamo lasciato sembra lontanissima. Siamo vicini al luogo dove prenderemo il traghetto per tornare in Grecia e poi a casa. Ci rifugiamo nella penisola di Dilek, parco naturale pieno di animali con delle bellissime spiagge finalmente pulite. Poi si parte: Kusadasi-Samos, sei ore di attesa, poi da Samos fino al Pireo, una notte di viaggio e arrivo ad Atene alle cinque di mattina. Trasferimento in treno fino a Patrasso dove dobbiamo attendere dodici ore il traghetto (cittadina che pare sul punto di essere abbandonata dagli abitanti, un sacco di case disabitate ed in rovina, una di esse occupata dal Porto Patra Squat). Fuori dalla cinta del porto gruppi di una dozzina di uomini dai tratti asiatici e la pelle molto scura. Ci spiegano che cercano di attaccarsi sotto ai camion che traghettano fino all'Italia in cerca di un futuro migliore. Mentre mangiamo un panino un ragazzo arabo ci chiede in francese se possiamo aiutarlo a traghettare ospitandolo nel baule della nostra auto. Non abbiamo auto e ci dispiace. Gli facciamo gli auguri. A mezzanotte si riparte, chissa' quante persone sono riuscite ad entrare clandestinamente sulla nave. Due notti di viaggio e siamo a Venezia. Poi in treno fino a Milano e li cambiamo per Lugano. Incontriamo Luzia che e' stata a Milano per cercare di ottenere un visto per l'Iran. Poi in bus fino a casa, alla faccia di chi dice che con i mezzi di trasporto pubblici non si può andare da nessuna parte!
La fine del lavoro
Leggere Rifkin in viaggio da un sacco di spunti utili ed interessanti.
Ad Istanbul c'e' un'abbastanza efficiente rete di trasporti pubblici. Tram, autobus e traghetti ben collegati fra di loro, rapidi e puliti. La difficolta sta nell'accesso. Per usufruire di questi servizi a prezzi interessanti occorre acquistare un Akbil, una sorta di tessera magnetica giornaliera che permette di superare i cancelletti agli ingressi. Questi Akbil solo pero' introvabili. Ci sono diverse decine di uffici appositamente pensati per vendere Akbil, ma quando entri a chiederne uno l'impiegato ti comunica un laconico "no akbil".
A tutte le ore si trovano questi uffici vuoti e disadorni con impiegati annoiato che non ha assuolutamente nulla da fare.
In mancanza di Akbil, si deve acquistare un jeton, un gettone del valore di 1,30 lire che da diritto ad una singola corsa. Questi gettoni si acquistano in degli altri baracchini appositamente pensati per vendere solo i jeton.
Ai cancelletti poi ci sono altri impiegati che controllano se davvero inserisci il gettone nel cancelletto e non provi a fare il furbo.
Un sacco di gente che fa lavori fondamentalmente inutili. Uomini in strada vendono bottigliette d'acqua, lamette, fazzoletti. Quanto guadagneranno in un giorno? Quanti fornelletti antizanzare potranno essere assorbiti dal mercato cittadino in una giornata? Non ci sono metodi piu" razionali per distribuire questi beni?
Se non si trova urgentemente un altro modo di ridistribuire la ricchezza (il reddito di cittadinanza per esempio mi piace molto) saremo sempre piu' costretti ad inventarci lavori inutili. Tante ore per pochi soldi.
Il mio tempo vale molto di piu', voglio poterlo usare per leggere, dormire e guardale le nuvole.













