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SUPSI - Scopri il futuro che c'è in te: lavoratore precario!

La scuola è messa male, la SUPSI ancor di più. Pervasi dallo spirito della "Riforma di Bologna", nei nuovi "dipolimifici", la logica aziendale ha preso spazio a tal punto che si sente il bisogno di pubblicizzare il proprio percorso formativo in un'ottica concorrenziale e di libero mercato.

In questi giorni sul portale informativ-populista "TicinOnline" è apparso un grande banner (1) che pubblicizza "il Bachelor in Economia Aziendale" con il promettente slogan "Scopri il futuro che c'è in te". Nella stessa pagina un altro banner attira la mia attenzione: quello di EuroMillions (2). Grazie a TicinOnline ho ben due proposte per sistemare il mio futuro, studio o lotteria, apparentemente equivalenti, ognuna con il suo bel banner animato a portata di clic. Non mi resta che scegliere!

 

 

Già qualche tempo fa, in epoca di "allarme terrorismo" la SUPSI ci aveva stupito con un'inquietante scelta stilistica.

È a dir poco assurdo che le risorse finanziarie di una scuola vengano utilizzate per la reclam. Se si vuole che un maggior numero di persone scelgano questo tipo di formazione si dovrebbe lavorare su altri fattori come la qualità dell'insegnamento o l'accessibilità.

 (Continua)

om, 11 Maggio 2008 20:30 | Commenta (1) | Permalink | tb (0) | 161 visite

Il blog del CAD

Al centro di accoglienza diurna (CAD) in cui sto svolgendo un periodo di servizio civile, da qualche tempo abbiamo aperto un blog. L'indirizzo per raggiungerlo è questo: ilblogdelcad.blogspot.com e questo invece è il suo feed.

E a proposito di nuovi blog da gestire, non posso che consigliarvi di leggere questa striscia di Mr Wiggles 

Dal mio lavoro di tesi: Il Centro d'Accoglienza Diurna, fa parte del centro di competenza "Ingrado - sostanze illegali" di Viganello e trova le sue fondamenta politiche nelle leggi federali e cantonali in materia di tossicodipendenza. Il CAD si prefigge di essere un centro che accoglie e orienta, facendo prevenzione, tutte le persone toccate da problemi di tossicodipendenza (anche poliassuntori di sostanze e persone che presentano assieme alla tossicodipendenza anche problemi psichiatrici).Non si rivolge quindi solo ai consumatori, ma anche alle famiglie e agli operatori della rete medico-sanitaria attorno alla persona, che necessitano di informazione, aiuto e sostegno. Ha una particolare attenzione rispetto alle persone in situazione di emarginazione sociale o che corrono il rischio di diventarlo, per cercare di ridurre i processi di marginalizzazione e di progressiva esclusione sociale.  (Continua)

om, 28 Febbraio 2008 02:43 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 139 visite

Cartoline da Lugano: la mappatura dei video

Visto che le tematiche proposte nei cortometraggi "Cartoline da Lugano", oltre che essere legate al percorso biografico dei protagonisti sono strettamente radicate nel tessuto urbano, mi è parso interessante integrare questi video con lo strumento principe nell'analisi degli ambienti urbani: la mappa geografica. Quest'operazione non è strettamente legata ad una necessità professionale, è soprattutto frutto di un mio interesse ed una mia curiosità di osservare come fossero disposti gli interventi. La tecnologia ci viene in aiuto con lo strumento offerto gratuitamente dal motore di ricerca Google, chiamato Google Maps. Questo servizio offre la possibilità di consultare mappe dettagliate provenienti da tutto il globo e di sovrapporre a queste mappe delle fotografie satellitari con diversi gradi di risoluzione. È inoltre possibile creare delle mappe personalizzate, sovrapponendo alle mappe ufficiali dei segni convenzionali, per marcare luoghi e percorsi specifici.
Ho quindi provato a inserire su una di queste mappe i vari percorsi seguiti nel corso delle riprese collegando poi i punti toccati con i relativi spezzoni di video (caricati anch'essi sui server di Google). In questo modo è possibile fruire dei contenuti video non più seguendo una logica lineare (ovvero guardando un video dall'inizio alla fine così come chi ha montato il video ha scelto di fare) ma con una logica complessa. Una sorta di ipertesto cartografico che permette di sconvolgere il lavoro di montaggio lasciandosi guidare da curiosità personali.

Per vedere le mappe segui questo link!

om, 08 Ottobre 2007 22:26 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 251 visite

Cartoline da Lugano

Alcuni spunti dal lavoro finale SUPSI che ho recentemente consegnato...

Autobiografie urbane
Mi affascinano le storie, mi piace ascoltarle, inventarle e raccontarle. Mi affascinano le persone, mi piace ascoltarle, conoscerle e raccontarne. Storie e persone sono quindi i due pilastri fondamentali di questo lavoro. Storie e persone si muovono seguendo i percorsi segnati dalle strade, che collegano le città. Le storie si muovono tramite le persone, che le raccontano, le divulgano e le tramandano. Le persone sopravvivono grazie alle storie; storie sottoforma di sogni, progetti e racconti del proprio percorso di vita. Le persone sopravvivono grazie alle storie, che rendono immortali i loro protagonisti, almeno fino a quando ci sarà qualcuno disposto a raccontarle e a tenerle vive. Ancora di più mi piacciono le storie sotterranee, quelle con la “s” minuscola, le storie “dalla parte sbagliata della storia” le piccole storie che nessuno mai racconta, che però contribuiscono a creare, come affluenti di un fiume in piena, il flusso della Storia.

Non ho mai visto una cartolina con su Molino Nuovo (i video):
Assieme alle persone (tre uomini e una donna) che hanno avuto voglia di accompagnarmi in questo percorso, abbiamo girovagato fra le strade della “periferia” luganese. Abbiamo guardato la città e ci siamo guardati, con degli altri occhi.

> Introduzione (con L. Pezzoli)
> Remo contro!
> Mi chiamo Mauro (disponibile anche in versione .mov)
> Come se ci fosse un muro
> Guarda la Frankie
> Postfazione (con L. Pezzoli)

È disponibile un DVD che include i sei video. È possibile richiedermelo o masterizarsene una copia. Qui la copertina (in formato .jpg). Grazie al CAD (Centro di Accoglienza Diurno) Ingrado di Viganello.

> La mappatura delle "Cartoline" con google maps: geografie interiori ed urbane s'intersecano

om, 02 Ottobre 2007 01:24 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 328 visite

Aggiornamento raccolta di tesine e appunti SUPSI

Iquietante scelte grafiche alla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera ItalianaMetto a disposizione qui parte del materiale elaborato nel periodo della SUPSI Lavoro Sociale, altra roba la trovate nella sezione apposita del blog...

Disclaimer: È materiale scolastico che deve essere elaborato in un certo modo, non è quindi necessariamente rappresentativo delle mie idee e del mio modo di fare :-)
Molto di questo materiale è frutto di rielaborazione di materiale già esistente, ringrazio quindi tutti i compagni e le compagne che hanno contribuito. Contiene sicuramente errori e semplificazioni. Tutto il materiale è in pdf, se avete commenti, scoprite errori o lo avete bisogno in altro formato, contattatemi!

Ricerchine:
- Riti di passaggio e ordalie.pdf
- Mediattivismo e nuovi media.pdf
- Lavoro precario e flessibile.pdf
- Celestine Freinet e la pedagogia popolare.pdf
- I nonluoghi di Mar Auge.pdf
- Il wto e altre mostruosità neoliberiste.pdf

Concetti chiave:
- Sociologia.pdf
- Concetti chiave management del sociale.pdf
- Analisi di campo e lavoro scientifico.pdf
- Concetti chiave nuovi territori del sociale.pdf
- Processi relazionali.pdf
- Identità professionale.pdf
- Cicli di vita (psicologia evolutiva).pdf
- Analisi di campo e lavoro scientifico.pdf
- Concetti chiave management del sociale.pdf

om, 23 Gennaio 2007 08:05 | Commenta (1) | Permalink | tb (0) | 321 visite

Il diritto di essere contro!

Qualche anticipazione dall'elaborato di Laboratorio SUPSI di quest'anno...

Mi sento spesso dire che non occorre schierarsi “contro” alle cose, sarebbe molto meglio essere “per"[2]. Questa sciropposa critica,  viene rivolta, spesso e volentieri da più parti, ma mi pare bisognosa quantomeno di qualche precisazione.

Questo modo di pensare fa parte dell’insopportabile buonismo di un certo tipo di sinistra (a cui appartengono anche tutta una serie di operatori sociali, ma non solo) che ha come massimo riferimento culturale ed espressione di ribellione l’agenda di Smemoranda e l’ascolto di Jovanotti[3] (due prodotti culturali piacevolissimi ma non certo sufficienti ad una visione lucida dei problemi sociali). Sono sicuro che ci siano momenti storici in cui è necessario “essere contro” perché la situazione sociopolitica è tale che prima di poter costruire qualcosa di nuovo occorre spazzare via il vecchio che avanza, che occupa spazio, ruba tempo e spreca energie.

 (Continua)

om, 19 Dicembre 2006 23:55 | Commenta (3) | Permalink | tb (0) | 684 visite

Ascolta: Renato Curcio al Molino su lavoro e consumo

Sabato 2 dicembre, Renato Curcio presenta al CSOA il Molino di Lugano il lavoro del cantiere di ricerca e il progetto Sensibili alle Foglie, parlando dei due volumi L’Azienda totale e Il consumatore lavorato. Una ricerca sulle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro e del consumo.

Registrazione a cura di Progetto Radio Scatola Nera!

La registrazione è riascoltabile (mp3):
- Sul sito del CSOA il Molino (tramite un comodo player)
- Dal sito di PRSN
- Dal sito di radio RANA

om, 05 Dicembre 2006 02:14 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 274 visite

SUPSI e 11 settembre: inquietanti scelte grafiche

Le immagini originali qui

Iquietante scelte grafiche alla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

om, 25 Novembre 2006 22:24 | Commenta (2) | Permalink | tb (0) | 431 visite

È il coro che stona, non noi

"L'educatore, nel momento stesso in dice di non voler manipolare l'allievo, lo manipola. L'educatore non deve cercare di nascondersi. Egli è tanto più serio ed etico quanto più manifesta in modo esplicito il suo sogno, senza imporlo".

Passetti E, Conversazioni con Paulo Freire, Il viandante dell'ovvio. Eleuthera. 

Citato in Giap di WuMing (Einaudi)

 

om, 24 Novembre 2006 19:20 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 315 visite

Chiudiamo le scuole

Giovanni Papini, ambiguo personaggio vicino al movimento futurista, aderisce al fascismo e finisce per diventare francescano al convento de La Verna (che ho potuto conoscere e visitare durante la scorsa estate) ha scritto questo magnifico "Chiudiamo le scuole" che ci tengo a riproporre qui, nella categoria sul lavoro sociale (pubblicato originariamento nel 1914).

Diffidiamo de' casamenti di grande superficie, dove molti uomini si rinchiudono o vengon rinchiusi. Prigioni, Chiese, Ospedali, Parlamenti, Caserme, Manicomi, Scuole, Ministeri, Conventi. Codeste pubbliche architetture son di malaugurio: segni irrecusabili di malattie generali. Difesa contro il delitto, contro la morte - contro lo straniero - contro il disordine - contro la solitudine - contro tutto ciò che impaurisce l'uomo abbandonato a se stesso: il vigliacco eterno che fabbrica leggi e società come bastioni e trincee alla sua tremebondaggine. Vi sono sinistri magazzini di uomini cattivi - in città e in campagna e sulle rive del mare - davanti a' quali non si passa senza terrore.

 (Continua)

om, 23 Novembre 2006 17:40 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 1010 visite

Laboratori protetti in balia del precariato

Quella della precarizzazione e del modo in cui molti laboratori protetti per disabili si procurano i lavori, può sembrare una questione “tecnica”, ma mi sembra importante come osservazione dell’operato di un’istituzione sociale all’interno del mondo in cui la circonda. Il mondo lavorativo esterno si sta precarizzando o, più elegantemente: flessibilizzando. La preoccupante situazione sta iniziando ad essere analizzata da esperti ed economisti1 e i risultati mostrano quasi sempre che la precarizzazione porta disagio, insicurezza2 e malessere ai lavoratori mentre porta consistenti benefici economici alla classe padronale.

Quasi tutti i laboratori protetti si iscrivono in maniera perfetta in questa nuova ottica, funge in qualche modo da “filtro” o da cuscinetto protettivo. Un laboratorio che cerca di consolidare la precarietà: ovvero offrire agli utenti-lavoratori un certo margine di sicurezza (contratto a tempo indeterminato, salario fisso non legato alla produzione, orari e ritmi personalizzabili secondo i bisogni). Sfrutta però uno dei meccanismi della precarizzazione del lavoro e della globalizzazione: l’esternalizzazione di parte della produzione.

 (Continua)

om, 15 Novembre 2006 02:31 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 299 visite

Volontariato: la buona coscienza della cattiva società

Per inaugurare la sezione sul lavoro sociale inserisco questo testo a proposito del "volontariato obbligatorio" proposto agli studenti SUPSI del DLS a partire da quest'anno...

Perchè servono i volontari e come se ne potrebbe fare a meno
Il fallimento nella nostra società, non è più legato alle fasce più povere della popolazione o a coloro che, per sfortuna o per incapacità, non sono più in grado di provvedere a loro stessi. Il fallimento è diventato parte integrante, strutturalmente insita, nel mercato, e si è completamente slegato dalle qualità (oggettive o soggettive) di chi ci si trova confrontato. È sempre meno relazionabile a questione di bravura, capacità o abilità, ma sempre di più alla probabilità. “Un mercato in cui il vincitore prede tutto si presenta come una struttura competitiva che predispone al fallimento un gran numero di persone capaci[1]”.

 (Continua)

om, 13 Novembre 2006 17:46 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 296 visite

Militanza vs. volontariato

Affinità e divergenze fra volontariato e militanza, pare che frati cappuccini e squatters napoletani a volte s'intendano...

“Non so bene, non so dirti dove nasca quel calore, ma so che brucia, arde e freme, trasforma la tua vita e non lo puoi fermare, una sorta di apparente illogicità,ti fa vivere una vita che per altri è assurdità, ma tu fai la cosa giusta, te l'ha detta quel calore, ti brucia in petto è odio mosso da amore [1]”

Lavora con generosità, non badando a ricompense gratificatorie o economiche: ma perché ci credi [2].


 Nei centri sociali, non si fa volontariato, si milita. Apparentemente l'agire pratico potrebbe apparire simile, in ambedue i casi alcune persone di loro spontanea volontà decidono di dedicare più o meno tempo ed energie ad un'attività socialmente utile. Ma le differenze sono stostanziali. La militanza all'interno di un centro sociale produce come effetti collaterali tutta una serie di servizi e di vantaggi per la popolazione, ma non sono questi benefici il fine ultimo del militare, sono solo un mezzo attraverso a cui si tenta di raggiungere un obbiettivo radicale di mutamento totale di questo tipo di organizzazione sociale e un nuovo mondo di intendere le relazioni fra le persone. Il CSOA il Molino negli ultimi anni, ha servito migliaia di pasti caldi a prezzi popolari (e spesso anche gratuitamente), di questo servizio hanno potuto beneficiare studenti, disoccupati, workingpoor, migranti, clandestini, viaggiatori, persone con pochi o addirittura senza soldi. Non per questo sarebbe corrette dire che il Molino è una mensa, le differenze sono lampanti. La mensa è solo uno delle modalità scelte (ne abbiamo e  ne stiamo utlizzando altre) per raggiungere l'obbiettivo rivoluzionario e che ci permette di iniziare, già sin da ora, a vivere collettivamente e secondo alcuni principi, un argomento importante quale è l'alimentazione. Il fatto di aver sfamato delle persone (e di esserci sfamati) è sicuramente un'attività utile e preziosa all'interno della realtà urbana luganese, ma non è che una piacevole conseguenza del nostro agire.

 (Continua)

om, 03 Novembre 2006 17:58 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 232 visite

Lavoro e disintegrazione sociale

Uno stralcio dell'elaborato su lavoro e integrazione nel quartiere di Pregassona Bassa (Luppi, Cerri, SUPSI DSAS, 2005)

Per quanto riguarda il tema del “lavoro come mezzo di integrazione” possiamo dire di esserci fatti un’opinione abbastanza precisa. Nella maggior parte del materiale distribuitoci durante il modulo, il lavoro era descritto da vari personaggi come uno degli elementi essenziali all’integrazione. Quello che abbiamo potuto constatare è che questa idea non corrisponde più alle nuove tendenze della società postfordista. Anche in Svizzera, durante gli anni di boom economico, la manodopera straniera, quella degli immigrati (perlopiù di origine europea), era richiesta e assimilata dall’industria. I lavoratori che si spostavano rispondevano ad un preciso bisogno dell’economia del tempo erano i cosiddetti "Gastarbeiter". La politica adottata era piuttosto di tipo universalista, era più facile per un lavoratore fruire di tutta una serie di diritti.

 (Continua)

om, 02 Novembre 2006 18:14 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 260 visite

La follia del lavoro come strumento d'integrazione

Uno stralcio dell'elaborato su lavoro e integrazione nel quartiere di Pregassona Bassa (SUPSI DSAS, 2005)

 Nella società occidentale, ed in particolare a partire dalla seconda metà del Novecento, il lavoro è intimamente connesso all'essere, alla morale e all'immagine di sé dell'individuo.[1]

Con il lavoro ci presentiamo, mostriamo agli altri dove siamo socialmente posizionati e diamo un senso al nostro stare al mondo “(...) il lavoro ha raggiunto una tale onnipotenza che in realtà non esiste più alcun concetto opposto al lavoro. Una società senza lavoro appare come una società senza centro[2]. Il lavoro quindi, non più solo come strumento per procurarsi le risorse necessarie alla sopravvivenza ma anche (e soprattutto) produttore di senso del proprio stare al mondo e di rapportarsi all'altro. Nella nostra società il lavoro è un bisogno umano centrale, soddisfa i bisogni finanziari, organizza e struttura il tempo, favorisce i contatti interpersonali, permette di condividere esperienze con gli altri e produce obbiettivi esterni da perseguire, insomma contribuisce allo sviluppo di un'identità personale.

 (Continua)

om, 02 Novembre 2006 18:07 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 239 visite

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