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Il nostro giro in Marocco

Linko qui tutti i post del nostro viaggio in Marocco, i testi sono ancora parzialmente sgrammaticati a causa delle tastiere assurde con cui mi sono ritrovato a scrivere.
Nei prossimi giorni verranno messi a posto.

Grazie ad Andrea, presto arriveranno anche le foto!

Malaga e MelillafrontieraNadorChefchaouenFesMarakesEssaiouiraRabatTangeri e Algeciras
 
È in preparazione anche una (sic!) gogglemappa del viaggio, la trovate qui
 
 
 
 

om, 08 Settembre 2008 05:40 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 39 visite

Ugo Bassi sa...

Ugo Bassi SA
qualcosa che noi tutti ignoriamo

Ugo Bassi SA
ma non dice

Ugo Bassi SA
qualcosa che noi non ci immaginiamo nemmeno

Ugo Bassi SA
chi è lei veramente

Ugo Bassi SA
chi è il responsabile di tutto questo

Ugo Bassi SA
che cosa è meglio fare

Ugo Bassi SA
che cosa ci vuole adesso

Ugo Bassi SA
quando è il momento giusto

Ugo Bassi SA
a che gioco stiamo giocando

om, 08 Agosto 2008 02:05 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 49 visite

A zonzo nel sud della Francia

Siamo tornati da una settimana in giro in auto nel sud della Francia ecco un breve resoconto e una selezione delle fotografie scattate!

Prima tappa Marsiglia, sulle note dei Massilia Sound System visitiamo la città. Bella, grande, viva e crocevia di persone provenienti da tutto il mondo. Se chi dice di aver paura ad uscire di casa a Besso, si facessero un giro per le vie di questa città si renderebbero conto di cosa significa una città in cui la percentuale di stranieri è davvero alta.

... ... ...

A Marsiglia è in corso una vera e propria guerra immobiliare, tutta una serie di palazzine storiche abitate dalla popolazione meno abbiente viene ristrutturata e trasformata in appartamenti di lusso. Edifici vuoti lasciati alla rovina in attesa del momento giusto per investire. Ovunque adesivi con le lettere OM incrociate, non un omaggio a questo blog ma al glorioso Olympique Marseille la seguitissima squadra di calcio locale. Mangiamo pesce fritto al porto ed un abbondante cuscus in un locale completamente ricoperto di piastrelle nel quartiere arabo.  (Continua)

om, 29 Maggio 2008 05:23 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 203 visite

SUPSI - Scopri il futuro che c'è in te: lavoratore precario!

La scuola è messa male, la SUPSI ancor di più. Pervasi dallo spirito della "Riforma di Bologna", nei nuovi "dipolimifici", la logica aziendale ha preso spazio a tal punto che si sente il bisogno di pubblicizzare il proprio percorso formativo in un'ottica concorrenziale e di libero mercato.

In questi giorni sul portale informativ-populista "TicinOnline" è apparso un grande banner (1) che pubblicizza "il Bachelor in Economia Aziendale" con il promettente slogan "Scopri il futuro che c'è in te". Nella stessa pagina un altro banner attira la mia attenzione: quello di EuroMillions (2). Grazie a TicinOnline ho ben due proposte per sistemare il mio futuro, studio o lotteria, apparentemente equivalenti, ognuna con il suo bel banner animato a portata di clic. Non mi resta che scegliere!

 

 

Già qualche tempo fa, in epoca di "allarme terrorismo" la SUPSI ci aveva stupito con un'inquietante scelta stilistica.

È a dir poco assurdo che le risorse finanziarie di una scuola vengano utilizzate per la reclam. Se si vuole che un maggior numero di persone scelgano questo tipo di formazione si dovrebbe lavorare su altri fattori come la qualità dell'insegnamento o l'accessibilità.

 (Continua)

om, 11 Maggio 2008 20:30 | Commenta (1) | Permalink | tb (0) | 173 visite

Novelle consu-mistiche dal monte Roveraccio

Sono partito da casa senza una meta precisa, sapevo che avevo voglia di camminare, sudare e fare un po' di fatica. Sentire il mio corpo vivo dopo il letargo invernale. La montagna mi mette addosso un nonsoché di mistico, mi sento in comunione con la terra e con il cosmo.

Penso che se dio esistesse gli alberi potrebbero essere prova inconfutabile della sua presenza. Immerso nei miei pensieri trascendentali supero l'alpe Cottino e arrivo al San Lucio. Silenzio e la vista può spaziare tutto attorno a me. Arriva un rumoroso elicottero a rovinare tutto. Scendono cinque persone che gridando a squarciagola si lamentano di aver trovato la capanna ancora chiusa. Asini!

Continuo la mia passeggiata verso l'alpe del Pairolo. Sul mezzacosta del Foiorina c'è ancora parecchia neve, io stolto sono in sandali che affondano fino al polpaccio.  (Continua)

om, 11 Maggio 2008 19:25 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 124 visite

Circuiti: premiato

Un racconto scritto per il concorso letterario indetto dal settore multimediale della rtsi legato alle "Giornate letterarie di soletta", che è stato inserito fra i premiati con le seguenti motivazioni " Al posto d’onore si collocano ex aequo i racconti di Olmo Cerri (Circuiti) e di Alberto Veronese (Sotto la neve). Il primo per il sotteso umorismo e la sua sana leggerezza: nel racconto Circuiti va in scena l’amore, ma senza enfasi, patetismi, l’amore paragonato ad una corrente elettrica, fatta di circuiti, incandescenze ed esplosioni. Il secondo per i suoi contrasti: Sotto la neve alterna infatti abilmente fiaba e tragedia, angoscia e fiducia, per raccontare una cupa coincidenza di morte."

Qui il testo sul sito speciale del concorso

 

Circuiti 

Nel pomeriggio del 20 maggio 1999 ho preso la prima scossa seria della mia vita. Stavo armeggiando con un interruttore male isolato, cercando di accendere la luce, quando una scarica di elettricità di intensità stimabile tra i 3 e i 20 milliampere, è passata attraverso il mio corpo. Ero sicuro che prendere la scossa fosse una di quelle cose per cui si muore di sicuro, uno di quegli avvenimenti che non ti danno scampo e che ti uccidono all'istante. E invece no. Eppure i miei genitori sono sempre stati molto onesti con me, soprattutto quando c'era di mezzo l'elettricità. Quando si trattava di impianti elettrici non mi trattavano come un bambino, avevamo un rapporto assolutamente onesto e sincero, direi “alla pari”. Se, per esempio, chiedevo informazioni sul "rischio temporale" mi spiegavano che il fatto di rimaner folgorati era un evento davvero molto raro, ma da non escludere completamente. Le statistiche con cui spiegavano questa evidenza erano probabilmente corrette "solo un bambino su dieci milioni viene colpito da un fulmine tornando da scuola", ma di certo non rassicuranti. Io, prudenzialmente, rincasavo sotto gli acquazzoni bagnandomi completamente, senza usare l'ombrello, la cui punta metallica avrebbe potuto (seppur solo in qualche rarissimo caso) attirare un lampo. Quanto erano possibilisti rispetto ai temporali, erano invece intransigenti sulle scosse: se metti le dita nella presa muori! Senza il beneficio del dubbio, senza possibilità di discussione.

 (Continua)

om, 16 Aprile 2008 03:44 | Commenta (4) | Permalink | tb (0) | 181 visite

Ecco perché le “UBS Arene” si chiamano “UBS Arene”

Incollo qui un testo scritto per il neonato euro08.noblogs.org invece qui il link all'articolo originale.

"Le caratteristiche personali svaniscono nella folla, poiché essa esercita un'influenza straordinaria sugli individui da cui è formata. L'avaro diventa generoso, lo scettico un credente, l'uomo onesto un criminale, il codardo un eroe (1)." Le persone in gruppo tendono a perdere il controllo, masse di persone ingenue ed eccitate sono facilmente manipolabili e le grandi aziende cercando di associare i loro marchi ad emozioni, per renderli indelebili nella mente dei consumatori.

Dove trovo masse di persone più ingenue e facilmente manipolabili che fra le folle di tifosi? La guerra delle aziende per accaparrarsi uno spazio di visibilità attorno al campo per ottenere che alcuni dei vostri ricordi più felici, come il gol del vostro attaccante preferito, siano indissolubilmente legati al loro logo, è in pieno svolgimento. 

In questo modo il gioco del calcio diventa un semplice pretesto per dare vita ad una lunga ed articolata serie di transazioni economiche. In uno stadio moderno, diventa difficile spostare lo sguardo da qualche parte senza incappare in un logo sponsorizzato. La partita di calcio diventa un elemento superfluo in questa immensa macchina pubblicitaria, nelle “UBS Arene” messe in piedi per i prossimi campionati europei, la partita di calcio sarà un elemento secondario relegata in degli schermi televisivi che, per quanto giganti essi siano, rimangono virtuali e limitati.
 
Chi deciderà di recarsi allo stadio, non solo dovrà pagare un biglietto d'ingresso, ma sarà obbligato anche a prestare la sua attenzione e la sua concentrazione alla fruizione di tutta una serie di input pubblicitari. Chi organizza grandi eventi sportivi, si occupa prima di tutto di vendere l'attenzione di milioni di spettatori ad una manciata di grandi corporation, l'attenzione del singolo è resa ancora più sensibile e ricettiva dall'essere parte di una folla.
 
 (Continua)

om, 25 Marzo 2008 01:07 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 217 visite

UBS arene e Bell: bratwurst e lavoro precario

Incollo qui un testo scritto per il neonato euro08.noblogs.org invece qui il link all'articolo originale.

La fantasia delle aziende nella ricerca di nuove applicazioni del lavoro precario non conosce limiti. Per la gestione delle "UBS Arene" (aree securizzate in cui verranno proiettate su grande schermo le partite dei prossimi europei di calcio) la Bell SA, società affiliata al gruppo Coop, che nel 2006 ha avuto un ricavo netto di 1496 milioni di franchi, ed è entrata di diritto nell'immaginario carnivoro-calcistico elvetico. 

Quest'azienda, che già si era messa in evidenza per aver collaborato con l'organizzazione della marcia su Berna dell'UDC e per aver annunciato di voler denunciare le autorità bernesi per non aver difeso i suoi mezzi dai manifestanti antirazzisti, si occuperà di approvvigionare di bratwurst e pommes frites gli stomaci dilatati dalla birra dei tifosi elvetici. E per far questo ha scovato nuovi sistemi di precarizzazione del lavoro.

Il non-ruolo delle associazioni
La gestione dei lavoratori all'interno dei punti di ristoro delle arene sarà affidata ad associazioni (sportive sociali o culturali) legate al territorio in cui si trova l'arena. La Bell SA avrà quindi come interlocutore le associazioni che si occuperanno di fornire manodopera per l'evento. La retribuzione per ora di lavoro versata alle associazioni sarà di 25 fr, che decideranno poi se riversarle agli associati-lavoratori (che per contratto prestano la loro opera a titolo volontario) o se conservarli per le attività statutarie. (Continua)

om, 10 Marzo 2008 20:37 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 132 visite

Barcelona km zero

BITACORA DE UN VIAJE SIN RUMBO NI DESTINO

Niske99, 26 anni, è partito lo scorso novembre da Barcellona con il suo furgone nero con una piuma bianca sulla fiancata, confortevolmente camperizzato, per un viaggio che lo porterà in giro per l'Europa. Un po' punk e un po' espoloratore è arrivato senza sapere bene perché nella gelida svizzera. I freni del furgone si sono rotti e ha dovuto trovare il modo di guadagnare denaro per ripararli.

Quattro giorni di lavoro nel ristorante Ikea, per 500 franchi sono un inizio. All'alprose e in cantiere, quello che offrono le agenzie di lavoro interinali. Spagnolo in Svizzera lavora precario in un ristorante svedese: emblema della globalizzazione.

Niske99 si è accampato al Molino, "y la gente aqui como una familia", in attesa di poter ripartire verso Basilea e poi nella ancora più fredda Germania. "Esta okupa suiza unica y utopica" dice. Ci ha lasciato in ricordo un bel grafito sulle pareti del centro. La sua presenza non può che risvegliare la voglia di viaggiare.

Quando trova una connessione al web redige il suo diario di bordo online, zeppo di fotografie, su di un blog: kemakilometros.blogspot.com

 (Continua)

om, 08 Febbraio 2008 06:04 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 144 visite

Gioventù e sport prepara carne da cannone

È da un po' che tralascio l'aggiornamento della categoria "No -sport" di questo blog anche se l'attualità continua ad offrire spunti molto interessanti.

Dalla mailinglist del SISA mi è arrivata l'informazione della disponibilità in rete di un opuscolo risalente al 1970 (in francese) del circolo marxista Spartacus et la Taupe in cui si riflette su come lo sport possa servire a "intruppare" i giovani, a prepararli al meglio per la carriera militare, ma anche per il controllo sociale delle pulsioni dei giovani, per il mantenimento il salute della "forza lavoro". 

Questo opuscolo è stato diffuso per contrastare la "Legge federale sulla promozione della ginnastica e dello sport" che nel 1972 ha partorito il programma "Gioventù e sport" ancora oggi tanto promosso nelle scuole e fra i più giovani e che a tutti gli effetti ha sostituito "l'istruzione militare preparatoria volontaria", che sosteneva le diverse organizzazione private che offrivano attività ginniche o di preparazione all'impiego di armi. 

Nei prossimi mesi 20 milioni di franchi verranno aggiunti ai 60 con cui già la confederazione sussidia società sportive, federazioni e cantoni per attivita di questo tipo che, a tutti gli effetti, stanno preparando le prossime generazioni di militari. Tutto questo proprio nel periodo in cui è apparsa la notizia che l'esercito vuole ridurre la percentuale di giovani svizzeri inabili al servizio militare (che oggi raggiunge il 40%).

Una copia dell'opuscolo la trovi anche quiembrigadement1.pdf

 

 (Continua)

om, 10 Gennaio 2008 00:40 | Commenta (1) | Permalink | tb (0) | 233 visite

Pratiche antigieniche: baciare il gesù bambino

Ho incrociato ieri, per strada, una locandina della parrocchia di Campione d'Italia, che proponeva per passare il pomeriggio dell'epifania il "bacio al gesù bambino". Questa proposta mi ha ricordato un testo, scritto per la scuola due anni fa, a proposito di Don Milani. Ne ripropongo qui uno stralcio con qualche piccola correzione. In fondo alla pagina riporto anche la parte introduttiva e quella conclusiva.

Avevo sempre avuto, l’immagine dei preti come personaggi di cui non fidarsi troppo, che mi guardavano con diffidenza per il fatto che a scuola non frequentavo le lezioni di educazione religiosa e che non ero battezzato. Ricordo che il vecchio prete di Sonvico (il paese in cui sono cresciuto) una volta mi sequestrò la bicicletta, perché entrai nel sagrato senza scendere dalla sella, questa cosa era considerata una grava mancanza, quasi una blasfemia. È dovuto intervenire mio papà per farmi riconsegnare la bici. 

Ricordo anche che, per l’epifania, mia nonna mi portava in chiesa. Alla fine della funzione arrivavano tre signore del paese, goffamente travestite da Re Magi e distribuivano dei regalini (erano appunto questi regalini ad interessarmi). Ad un certo punto della messa tutti si alzavano e andavano a baciare una statuina del gesù bambino: io provavo un po’ di ribrezzo. I miei genitori mi avevano insegnato che attraverso la saliva si trasmettevano le malattie, e che per esempio quando si beveva dalle fontane non si doveva appoggiare le labbra sul cannello da cui esce l’acqua (lo spauracchio, raramente citato ma ben presente nel nostro immaginario, era quello che dei "drogati" avessero bevuto dalla stessa fontana prima di noi, infettandola in qualche modo).  

Per questo mi sembrava una pratica antigenica quella di baciare tutti la stessa statuina, e quindi facevo solo finta. E se la persona che baciava il gesù bambino davanti a me fosse stata drogata? Nonostante le mille attenzioni sospettavo che il prete (o la nonna) si accorgesse che non appoggiavo davvero le labbra sulla statuina e che per questo ce l’avesse a male con me e che mi considerasse un usurpatore di dolcetti che sarebbero dovuti finire nelle pance di bambini battezzati e non in quelle di senzadio come me. 

Anni più tardi ne ho parlato con mia sorella, anche lei si era fatta allettare dai dolcetti distribuiti dal clero e si era fatta convincere per un periodo (con grande gioia della nonna) a frequentare almeno la messa dell'epifania. Condivide con me il ribrezzo per questa pratica antigienica, in particolare mi ha fatto notare che il particolare che più la disgustava era il tovagliolo che il prete utilizzava dopo ogni bacio per asciugare la saliva depositata sulla statuina che, a ben vedere, non faceva altro che spalmare uniformemente la bauscia sul sacro idolo. 

 (Continua)

om, 08 Gennaio 2008 00:04 | Commenta (2) | Permalink | tb (0) | 295 visite

Liquame grigioverde: contributo al giornale antimilitarista del CPE

Un po' di inquietudine. Mancano dodici giorni all'inizio delle "Giornate dell'esercito" ma Lugano è già piena di militari. Come funghi sono spuntati nei bordi delle strade dei nuovi cartelli stradali, in metallo laccato di giallo. L'esercito ha posato una segnaletica parallela, le cui indicazioni, codificate in sigle di tre lettere, sono ignote ai più. Noi andiamo verso Cornaredo, loro si dirigono a "FDB", geografie civili e militari si sovrappongono e compenetrano.

Lugano è sotto assedio, un Risiko gigante. Ci si permette di giocare con la guerra, ieri ArteCasa, oggi le Giornate dell'Esercito, domani TicinoInformatica. Morte e distruzione diventano un piacevole diversivo alla spesa da Ikea per non stare a casa il sabato pomeriggio.  (Continua)

om, 09 Novembre 2007 21:17 | Commenta (1) | Permalink | tb (0) | 1210 visite

Pecore nere scacciano camice nere!

Un articolo che apparirà (forse) sul prossimo numero di "Voce Libertaria", il periodico anarchico ticinese


Berna in/è marcia?
Sabato 6 ottobre 2007 a Berna era prevista la “Marcia su Berna” parata prelettorale del partito dell'Unione Democratica di Centro che, a dispetto del nome non è né democratico, né di centro, bensì ben profilato a destra. È il primo partito elvetico ed è capitanato da Christoph Blocher, 327° uomo più ricco del mondo, dirigente di una multinazionale della chimica, dal 10 dicembre 2003 in Consiglio Federale. In un'intervista precedente alla sua elezione aveva dichiarato di “essere troppo vecchio per instaurare una dittatura”. La marcia, avrebbe dovuto essere il momento culminante di una campagna elettorale portata avanti a suon di manifesti razzisti, teorie di complotti ed esternazioni d'odio di ogni tipo, a Berna si attendevano oltre 10'000 aderenti convogliati a Berna dai quattro angoli della Svizzera con pullman e treni. Da parecchio tempo (forse mai nella storia elvetica) un partito politico aveva messo in piedi una sceneggiata di questo tipo a così breve distanza dalle elezioni.

Io non mi lego a questa schiera, morirò pecora nera!
Alcune settimane prima del 6 ottobre, gruppi militanti, partiti politici e realtà più o meno antagoniste coordinate nel comitato “Mouton Noir” avevano indetto una festa-presidio antirazzista da tenersi nella Munsterplatz, davanti alla cattedrale bernese. Il presidio non è stato autorizzato, ma le autorità hanno dichiarato di “tollerarlo”. Altre realtà si sono mobilitate in altro modo, organizzando un dispositivo di sabotaggio e blocco della parata neofascista. (Continua)

om, 23 Ottobre 2007 22:41 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 312 visite

Basterebbe alzare la gamba

Dei sei scarafaggi inviati nello spazio a bordo dello Shuttle, 

solo due sono sopravvissuti. 

Un'autopsia ha rivelato che gli scarafaggi sono stati uccisi 

da un piccolo passo per l'uomo.

Luttazzi Daniele, Lepiedezze postribolari, Feltrinelli

 

 

Basterebbe alzare la gamba per fare un passo, è così semplice eppure non sono del tutto convinto che sia la cosa giusta. Sono combattutto, in fondo anche qui non si sta poi male, se alzassi la gamba potrei forse perdere l'equilibrio e cadere lungo disteso. Qui non sarà poi il massimo, ma almeno conosco la zona e mi so orientare. Potrei fare un passo e spostarmi, allagare i miei orizzonti, cambiare prospettiva, ma in fondo chi me lo fa fare. Me ne sto qui, tranquillo, ho tutto quello di cui posso aver bisogno.  Quella di fare un passo non è una scelta facile, bisogna valutare attentamente i pro ed i contro delle decisioni che si prendono, un passo non è una cosa che si può improvvisare così su due piedi, alla leggera, è una scelta importante. Stare o andare. Statico o cinetico. La stasi ha il suo fascino, la cinesi è tutta un'altra cosa. Chissà se facendo un passo e spostandomi da qui troverò le medesime e così favorevoli condizioni di esposizione al sole, di frescura, di tranquillità? Chi lascia la via vecchia per la nuova, sa cosa perde, ma non sa cosa trova. Chi non risica non rosica. Con i proverbi non si va da nessuna parte, quindi si resta. Resto? C'è un mondo attorno a me che è a solo un passo di distanza. Ci vuole così poco, tensione muscolare, movimento basculatorio, spostare il peso in avanti e via, è fatta. 

Camminare, passeggiare muoversi, correre, viaggiare, andare. Andare si ma dove? Perchè rischiare? Restare o andare, andare, andare, andare, andare si, ma dove? Andare via. Comincio a sospettare che quel via non esista nemmeno. Il mondo si è sempre diviso in due: quelli che stanno e quelli che vanno, io non ho ancora capito da che parte stare. Quelli che vanno hanno scoperto terre nuove, hanno solcato i mari e ci hanno fatto assaggiare sapori mai neppure immaginati. Quelli che sono rimasti hanno imparato a coltivare la terra, hanno fondato città magnifiche, hanno raccolto e conservato i libri nelle biblioteche e hanno selezionato i semi per le coltivazioni. Quelli che andavano hanno soggiogato popoli e tagliato teste, quelli che stavano hanno dato vita a guerre terribili. Nelle mie vene scorre sangue viandante o sedentario, discendo dai cacciatori nomadi dell'Africa del nord o dagli allevatori mesopotami? La mia casa è di paglia e fango secco o è una yurta di tela e giunco? 


> Guarda il video da cui è stata tratta l'immagine

om, 23 Settembre 2007 20:49 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 145 visite

Cose turche

Estate 2007, diario di viaggio fra Grecia, Turchia e Kurdistan.



Oppure guardatevi la pagina "in viaggio" 

Le immagini, salvo quando indicato, sono state aggiunte a posteriori (vedi l'album) pescandole da gallerie sul web, abbiamo viaggiato per cinque settimane facendo affidamento sulla Lonely Planet che, con tutti i limiti del caso, ha il sicuro pregio di invogliare a continuare il viaggio. Abbiamo utlizzato esclusivamente mezzi pubblici, preferendo il traghetto all'aereo per ovi motivi ecologici. Abbiamo anche trovato validi aiuti nel sito vagabondo.net che quindi consigliamo e ci siamo divertiti leggendo i resoconti sul sito di turistipercaso.it.
Per chi fosse interessato a provare a preparare qualche piatto assaggiato durante il viaggio, questo è un interessante sito!
Da guardare prima di partire "La sposa turca" di Fatih Akin e invece da leggere "Le streghe di Smirne" di Mara Meimaridi e "La bastarda di Istambul" di Elif Shafak.

om, 30 Agosto 2007 05:57 | Commenta (3) | Permalink | tb (0) | 334 visite