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Laboratorio Informatica Popolare

Se vuoi collaborare vai al wiki, qui invece il blog.

Il LIP in poche parole 
Con la diffusione sempre maggiore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione molti aspetti delle nostre vite sono stati sconvolti. Accanto a questi cambiamenti che influenzano sempre più la società che ci circonda è sempre più pressante il bisogno di una visione critica nei confronti della tecnologia che purtroppo viene legata a doppio filo al controllo sociale ed una malsana e schizofrenica paura del proprio simile.

Il nostro approccio, in opposizione alla deriva commerciale e repressiva delle nuove tecnologie, consiste invece nella promozione e nella diffusione delle conoscenze attraverso un utilizzo critico e consapevole di questi strumenti informatici.

Il Laboratorio di Informatica Popolare (LIP), il cui acronimo è pure il nome di una fabbrica di orologi francesi che diede vita ad uno storico sciopero che negli anni '70 incarnò la speranza e i sogni di un’intera generazione, nasce proprio dal bisogno di socializzare le nostre conoscenze in ambito informatico. Nasce dal bisogno di conoscenza al di fuori della logica del profitto, stimolando invece l'utilizzo di software libero ed Open Source e nuove forme di azione e interazione. Nasce dal bisogno di conoscere e saper utilizzare gli strumenti atti a difendere la nostra privacy permettendoci di esprimere le nostre idee nella forma e nei contenuti a noi più consoni. (Continua)

om, 27 Luglio 2008 18:22 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 60 visite

Coraggio che il calcio è di passaggio: Davide contro Golia

Questo l'adattamento di un articolo scritto per euro08.noblogs.org, il testo originale qui.

Serata speciale e ricca di contenuti quella tenutasi il 30 maggio a Locarno. Un momento da non perdere per chi, di questi tempi, desidera sentire qualcosa di originale, assennato e con un po' di senso critico rispetto al mondo dello sport. 

Come da programma, è stata una lotta fra Davide e Golia, «Nella parte di Golia, il mostruoso, devastante, onnipresente, multimilionario campionato europeo di calcio.»

Il teatro è quasi pieno per l'ultimo monologo scritto da Ferruccio Cainero e interpretato dalla talentuosa Alessandra Arlotti (nella foto qui da parte). Ci vuole "forza e coraggio" per percorrere insieme alla bionda protagonista la vita di tre generazioni di donne venditrici ambulanti negli stadi nella migliore tradizione delle saghe sudamericane. Birra e panini per soddisfare la fame e la sete di milioni di tifosi che hanno continuato a seguire, anno dopo anno, scandalo dopo scandalo le gesta quasi epiche delle squadre di calcio.  (Continua)

om, 02 Giugno 2008 00:45 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 115 visite

A zonzo nel sud della Francia

Siamo tornati da una settimana in giro in auto nel sud della Francia ecco un breve resoconto e una selezione delle fotografie scattate!

Prima tappa Marsiglia, sulle note dei Massilia Sound System visitiamo la città. Bella, grande, viva e crocevia di persone provenienti da tutto il mondo. Se chi dice di aver paura ad uscire di casa a Besso, si facessero un giro per le vie di questa città si renderebbero conto di cosa significa una città in cui la percentuale di stranieri è davvero alta.

... ... ...

A Marsiglia è in corso una vera e propria guerra immobiliare, tutta una serie di palazzine storiche abitate dalla popolazione meno abbiente viene ristrutturata e trasformata in appartamenti di lusso. Edifici vuoti lasciati alla rovina in attesa del momento giusto per investire. Ovunque adesivi con le lettere OM incrociate, non un omaggio a questo blog ma al glorioso Olympique Marseille la seguitissima squadra di calcio locale. Mangiamo pesce fritto al porto ed un abbondante cuscus in un locale completamente ricoperto di piastrelle nel quartiere arabo.  (Continua)

om, 29 Maggio 2008 05:23 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 192 visite

SUPSI - Scopri il futuro che c'è in te: lavoratore precario!

La scuola è messa male, la SUPSI ancor di più. Pervasi dallo spirito della "Riforma di Bologna", nei nuovi "dipolimifici", la logica aziendale ha preso spazio a tal punto che si sente il bisogno di pubblicizzare il proprio percorso formativo in un'ottica concorrenziale e di libero mercato.

In questi giorni sul portale informativ-populista "TicinOnline" è apparso un grande banner (1) che pubblicizza "il Bachelor in Economia Aziendale" con il promettente slogan "Scopri il futuro che c'è in te". Nella stessa pagina un altro banner attira la mia attenzione: quello di EuroMillions (2). Grazie a TicinOnline ho ben due proposte per sistemare il mio futuro, studio o lotteria, apparentemente equivalenti, ognuna con il suo bel banner animato a portata di clic. Non mi resta che scegliere!

 

 

Già qualche tempo fa, in epoca di "allarme terrorismo" la SUPSI ci aveva stupito con un'inquietante scelta stilistica.

È a dir poco assurdo che le risorse finanziarie di una scuola vengano utilizzate per la reclam. Se si vuole che un maggior numero di persone scelgano questo tipo di formazione si dovrebbe lavorare su altri fattori come la qualità dell'insegnamento o l'accessibilità.

 (Continua)

om, 11 Maggio 2008 20:30 | Commenta (1) | Permalink | tb (0) | 161 visite

Novelle consu-mistiche dal monte Roveraccio

Sono partito da casa senza una meta precisa, sapevo che avevo voglia di camminare, sudare e fare un po' di fatica. Sentire il mio corpo vivo dopo il letargo invernale. La montagna mi mette addosso un nonsoché di mistico, mi sento in comunione con la terra e con il cosmo.

Penso che se dio esistesse gli alberi potrebbero essere prova inconfutabile della sua presenza. Immerso nei miei pensieri trascendentali supero l'alpe Cottino e arrivo al San Lucio. Silenzio e la vista può spaziare tutto attorno a me. Arriva un rumoroso elicottero a rovinare tutto. Scendono cinque persone che gridando a squarciagola si lamentano di aver trovato la capanna ancora chiusa. Asini!

Continuo la mia passeggiata verso l'alpe del Pairolo. Sul mezzacosta del Foiorina c'è ancora parecchia neve, io stolto sono in sandali che affondano fino al polpaccio.  (Continua)

om, 11 Maggio 2008 19:25 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 114 visite

È una questione di memoria

 

Il tema della serata TiKinò di giovedì 27 era memoria. Quattro ore prima della proiezione ho deciso di realizzare un mio kinò sul tema. Oltre al poco tempo a disposizione, un secondo problema è che ero senza telecamera. Una vera e propria "Missione impossibile".


Ho reclutato gli attori al CSOA il Molino, sottoponendoli ad un piccolo test memnonico, da una serie di citazioni più o meno lunghe sul tema della memoria, sceglierne una e cercare di memorizzarla in un paio di minuti. Poi cercare di ripeterla davanti alla camera integrata del mio computer.

Il risultato, montato senza troppe pretese, sonorizzato con un pezzo di "Fabiétt und effe" lo potete trovare qui su archive.org:

 

 

 

Come promesso ad ombra, ho lasciato google.video per archive.org, una risorsa per condividere video, comoda e ben più etica di google curiosone... che inoltre da la possibilità di distribuire il video in parecchi formati diversi e di utilizzare licenze libere.

 (Continua)

om, 28 Marzo 2008 22:47 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 111 visite

Il blog del CAD

Al centro di accoglienza diurna (CAD) in cui sto svolgendo un periodo di servizio civile, da qualche tempo abbiamo aperto un blog. L'indirizzo per raggiungerlo è questo: ilblogdelcad.blogspot.com e questo invece è il suo feed.

E a proposito di nuovi blog da gestire, non posso che consigliarvi di leggere questa striscia di Mr Wiggles 

Dal mio lavoro di tesi: Il Centro d'Accoglienza Diurna, fa parte del centro di competenza "Ingrado - sostanze illegali" di Viganello e trova le sue fondamenta politiche nelle leggi federali e cantonali in materia di tossicodipendenza. Il CAD si prefigge di essere un centro che accoglie e orienta, facendo prevenzione, tutte le persone toccate da problemi di tossicodipendenza (anche poliassuntori di sostanze e persone che presentano assieme alla tossicodipendenza anche problemi psichiatrici).Non si rivolge quindi solo ai consumatori, ma anche alle famiglie e agli operatori della rete medico-sanitaria attorno alla persona, che necessitano di informazione, aiuto e sostegno. Ha una particolare attenzione rispetto alle persone in situazione di emarginazione sociale o che corrono il rischio di diventarlo, per cercare di ridurre i processi di marginalizzazione e di progressiva esclusione sociale.  (Continua)

om, 28 Febbraio 2008 02:43 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 139 visite

Barcelona km zero

BITACORA DE UN VIAJE SIN RUMBO NI DESTINO

Niske99, 26 anni, è partito lo scorso novembre da Barcellona con il suo furgone nero con una piuma bianca sulla fiancata, confortevolmente camperizzato, per un viaggio che lo porterà in giro per l'Europa. Un po' punk e un po' espoloratore è arrivato senza sapere bene perché nella gelida svizzera. I freni del furgone si sono rotti e ha dovuto trovare il modo di guadagnare denaro per ripararli.

Quattro giorni di lavoro nel ristorante Ikea, per 500 franchi sono un inizio. All'alprose e in cantiere, quello che offrono le agenzie di lavoro interinali. Spagnolo in Svizzera lavora precario in un ristorante svedese: emblema della globalizzazione.

Niske99 si è accampato al Molino, "y la gente aqui como una familia", in attesa di poter ripartire verso Basilea e poi nella ancora più fredda Germania. "Esta okupa suiza unica y utopica" dice. Ci ha lasciato in ricordo un bel grafito sulle pareti del centro. La sua presenza non può che risvegliare la voglia di viaggiare.

Quando trova una connessione al web redige il suo diario di bordo online, zeppo di fotografie, su di un blog: kemakilometros.blogspot.com

 (Continua)

om, 08 Febbraio 2008 06:04 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 131 visite

Pratiche antigieniche: baciare il gesù bambino

Ho incrociato ieri, per strada, una locandina della parrocchia di Campione d'Italia, che proponeva per passare il pomeriggio dell'epifania il "bacio al gesù bambino". Questa proposta mi ha ricordato un testo, scritto per la scuola due anni fa, a proposito di Don Milani. Ne ripropongo qui uno stralcio con qualche piccola correzione. In fondo alla pagina riporto anche la parte introduttiva e quella conclusiva.

Avevo sempre avuto, l’immagine dei preti come personaggi di cui non fidarsi troppo, che mi guardavano con diffidenza per il fatto che a scuola non frequentavo le lezioni di educazione religiosa e che non ero battezzato. Ricordo che il vecchio prete di Sonvico (il paese in cui sono cresciuto) una volta mi sequestrò la bicicletta, perché entrai nel sagrato senza scendere dalla sella, questa cosa era considerata una grava mancanza, quasi una blasfemia. È dovuto intervenire mio papà per farmi riconsegnare la bici. 

Ricordo anche che, per l’epifania, mia nonna mi portava in chiesa. Alla fine della funzione arrivavano tre signore del paese, goffamente travestite da Re Magi e distribuivano dei regalini (erano appunto questi regalini ad interessarmi). Ad un certo punto della messa tutti si alzavano e andavano a baciare una statuina del gesù bambino: io provavo un po’ di ribrezzo. I miei genitori mi avevano insegnato che attraverso la saliva si trasmettevano le malattie, e che per esempio quando si beveva dalle fontane non si doveva appoggiare le labbra sul cannello da cui esce l’acqua (lo spauracchio, raramente citato ma ben presente nel nostro immaginario, era quello che dei "drogati" avessero bevuto dalla stessa fontana prima di noi, infettandola in qualche modo).  

Per questo mi sembrava una pratica antigenica quella di baciare tutti la stessa statuina, e quindi facevo solo finta. E se la persona che baciava il gesù bambino davanti a me fosse stata drogata? Nonostante le mille attenzioni sospettavo che il prete (o la nonna) si accorgesse che non appoggiavo davvero le labbra sulla statuina e che per questo ce l’avesse a male con me e che mi considerasse un usurpatore di dolcetti che sarebbero dovuti finire nelle pance di bambini battezzati e non in quelle di senzadio come me. 

Anni più tardi ne ho parlato con mia sorella, anche lei si era fatta allettare dai dolcetti distribuiti dal clero e si era fatta convincere per un periodo (con grande gioia della nonna) a frequentare almeno la messa dell'epifania. Condivide con me il ribrezzo per questa pratica antigienica, in particolare mi ha fatto notare che il particolare che più la disgustava era il tovagliolo che il prete utilizzava dopo ogni bacio per asciugare la saliva depositata sulla statuina che, a ben vedere, non faceva altro che spalmare uniformemente la bauscia sul sacro idolo. 

 (Continua)

om, 08 Gennaio 2008 00:04 | Commenta (2) | Permalink | tb (0) | 288 visite

Le contraddizioni di Piazzini, Polizia e Politicanti

In questa raccolta di dichiarazioni rilasciate ai media da polizia ed autorità (in particolare da Pedrazzini), legate alla repressione delle iniziativi antimilitariste, elencate cronologicamente, trascritte il più fedelmente possibile con indicazione della fonte, emergono alcune questioni importanti che mi irritano:
 

1) La scarsa chiarezza delle dichiarazioni (quasi omertosa) da parte della polizia, nessuno sa nulla, nessuno è informato dei fatti. Pedrazzini cambia le giustificazioni addotte alla carica per almeno tre volte.

2) L'assurda e indifendibile posizione di Pedrazzini riassumibile con “non ci si può burlare di istituzioni, polizia ed autorità”. Cito Mariuccia Ciotta (dal manifesto di oggi 11 dicembre 07) “la satira è una stonatura del linguaggio dei potenti, è una frattura dello status quo, è politica. è un esercizio di libertà che “offende” la verità dominante

3) Il tentativo di giustificare la carica con questioni sindacali (la polizia lavora troppo, non abbiamo abbastanza personale) o a livello umano (sono uomini, non sono mica di ferro).

 

In rosso ho cercato di riassumere il contenuto delle dichiarazioni, togliendo fronzoli ed orpelli per arrivare al messaggio significativo.

 (Continua)

om, 11 Dicembre 2007 22:45 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 701 visite

Gravi abusi di potere della polizia domenica a Lugano

Domenica 25, per tutta la giornata, con la mia telecamera ho seguito le proteste pacifiche e colorate organizzate dal CPE. Poco prima che sfilasse la parata stavo riprendendo il teatro di strada promosso dalla Clown Army sul lungolago luganese. Un poliziotto in divisa, che stava trascinando due clown si è rivolto a me, gridandomi "ti spacco quella telecamera" (guarda il video) sembrava una minaccia gratuita, il fatto invece si è realizzato alcune ore dopo.

Ho seguito i clown fino alla centrale di polizia in via Bossi dove sono stati rinchiusi i primi 11 fermati sul lungolago. La polizia era schierata in doppia linea davanti al cancello automatico della loro sede. I clown davanti a loro schierati in rango. Dopo diverso tempo, qualche minuto dopo la liberazione dei primi 11 arrestati, mentre i pagliacci stavano salutando a loro modo i poliziotti, inchinandosi e scuotendo il sedere, è partita la carica. La cantonale (dietro ha superato con un balzo la comunale schierata davanti) e ha iniziato a picchiare (sequenza di immagini, : video.indy o google.video) .   
  
Io mi trovavo sull'altro lato della strada, in faccia al cancello ma accanto alle vetrine del negozio di mobili. Ho visto la carica partire, un agente in antisommossa (con la divisa scura, probabilmente della comunale) con il manganello alzato ha superato il rango dei clown ed è venuto verso di me (guarda la sua foto un istante prima che colpisse). Mi si è avventato contro, con il primo colpo ha colpito la videocamera che tenevo con il braccio destro e che si è spenta e che ha perso alcuni pezzi per terra. Ho cercato di coprirmi il volto per evitare un colpo in faccia. Il poliziotto mi ha colpito l'avambraccio fracassando l'ulna. (guarda i fotogrammi tratti dalla mia videocamera oppure il : video completo). Non ricordo altri colpi, ma nei giorni seguenti ho trovato sul mio corpo segni che sono sicuramente riconducibili a quel momento. La carica della polizia è brutale e del tutto ingiustificata, la protesta era pacifica e divertente. Fra la gente erano presenti bambini e anziani che assistevano allibiti alle brutalità. In questa carica cinque persone sono state fermate. Dopo alcune ore vengono rilasciate, raccontano di botte ricevute quando erano a terra ammanettate, calci in faccia ricevuti nelle zone senza telecamere delle centrale. Al pronto soccorso non sono per nulla stupiti, ci raccontano che le brutalità della polizia sono nella norma, ma non certo a questi livelli. Sono sconcertati e fotografano i lividi, le escoriazioni e documentano i danni più gravi.
 
 (Continua)

om, 29 Novembre 2007 00:27 | Commenta (8) | Permalink | tb (0) | 1322 visite

Finti poliziotti e un vero uomo ragno

Due stralci da La Regione di martedì 13 novembre 2007. 
Riporto qui sotto due brandelli di notizia. A volte, prese singolarmente, queste notiziuole non colpiscono particolarmete, è solo quando vengono messe in relazione che acquistano un significato diverso.
Prima di tutto una riflessione relativa alle divise, sia il bambino che il dipendente della città di Lugano hanno avuto bisogno di una divisa per compiere degli atti che altrimenti non sarebbero potuti accadere. In fondo è proprio a questo che servono le divise, a mascherarci, a farci uscire da noi. A farci compiere cose che altrimenti non faremmo.
In questi giorni a Lugano ci sono 2'500 uomini (e alcune donne) in divisa. Avrebbero messo in piedi tutta questa follia anche senza divisa?  (Continua)

om, 20 Novembre 2007 16:23 | Commenta (1) | Permalink | tb (0) | 213 visite

NO alle barbarie militari: a Lugano settimana antimilitarista

Lugano è già invasa da truppe di militi che stanno preparando le "Giornate dell'esercito" che si terranno verso la fine del mese. Anche il CPE - collettivo precari esistenziali, si sta organizzando. Questo l'appello antimilitarista che è stato preparato. Se desideri stamparlo e diffonderlo ce ne è anche una versione in pdf!

Lugano: NO alla barbarie militari - Settimana antimilitarista
"... Difesa di cosa? In difesa della Svizzera in caso di invasione? Chi ci crede più! In realtà siete VOI...voi che con i vostri Stati e i vostri eserciti, con i vostri sistemi cannibali affamate la metà del pianeta, opprimete milioni di persone di ogni parte della terra, praticate moderne forme di schiavitù nelle vostre fabbriche inquinanti e velenose, sottraete la terra ai contadini, create nuove categorie di cittadini... i SENZA. Senza terra, senza lavoro, senza educazione, senza casa, senza diritti, senza documenti, senza cure... Voi, che in nome del profitto distruggete il pianeta, voi che elemosinate i diritti dei popoli... ebbene, noi diciamo che... siete VOI i veri terroristi dai quali la popolazione deve difendersi..."
(Libero pensatore anonimo)
A quasi vent‘anni dalla fine della guerra fredda, in un'epoca di guerra globale permanente, il nuovo esercito svizzero sente il bisogno di giustificare la propria esistenza con dispendiose operazioni pubblicitarie. In novembre a Lugano, accanto all’arrogante e orgoglioso rombo di aerei e mezzi militari di vario genere potremo „gustare“ le note delle bande(lle) musicali dell'esercito. La guerra, oltre che pace - come in 1984 di Orwell - è anche musica…

Durante questa cinque-giorni di inneggiamento alla patria e alla sicurezza, di osannamento al rispetto per la gerarchia e l'autorità, ci sarà anche chi, attraverso delle azioni, delle conferenze e dei momenti di scambio, proporrà un'opposizione etica e politica all'istituzione militare. (Continua)

om, 06 Novembre 2007 21:12 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 295 visite

Pecore nere scacciano camice nere!

Un articolo che apparirà (forse) sul prossimo numero di "Voce Libertaria", il periodico anarchico ticinese


Berna in/è marcia?
Sabato 6 ottobre 2007 a Berna era prevista la “Marcia su Berna” parata prelettorale del partito dell'Unione Democratica di Centro che, a dispetto del nome non è né democratico, né di centro, bensì ben profilato a destra. È il primo partito elvetico ed è capitanato da Christoph Blocher, 327° uomo più ricco del mondo, dirigente di una multinazionale della chimica, dal 10 dicembre 2003 in Consiglio Federale. In un'intervista precedente alla sua elezione aveva dichiarato di “essere troppo vecchio per instaurare una dittatura”. La marcia, avrebbe dovuto essere il momento culminante di una campagna elettorale portata avanti a suon di manifesti razzisti, teorie di complotti ed esternazioni d'odio di ogni tipo, a Berna si attendevano oltre 10'000 aderenti convogliati a Berna dai quattro angoli della Svizzera con pullman e treni. Da parecchio tempo (forse mai nella storia elvetica) un partito politico aveva messo in piedi una sceneggiata di questo tipo a così breve distanza dalle elezioni.

Io non mi lego a questa schiera, morirò pecora nera!
Alcune settimane prima del 6 ottobre, gruppi militanti, partiti politici e realtà più o meno antagoniste coordinate nel comitato “Mouton Noir” avevano indetto una festa-presidio antirazzista da tenersi nella Munsterplatz, davanti alla cattedrale bernese. Il presidio non è stato autorizzato, ma le autorità hanno dichiarato di “tollerarlo”. Altre realtà si sono mobilitate in altro modo, organizzando un dispositivo di sabotaggio e blocco della parata neofascista. (Continua)

om, 23 Ottobre 2007 22:41 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 302 visite

Cartoline da Lugano

Alcuni spunti dal lavoro finale SUPSI che ho recentemente consegnato...

Autobiografie urbane
Mi affascinano le storie, mi piace ascoltarle, inventarle e raccontarle. Mi affascinano le persone, mi piace ascoltarle, conoscerle e raccontarne. Storie e persone sono quindi i due pilastri fondamentali di questo lavoro. Storie e persone si muovono seguendo i percorsi segnati dalle strade, che collegano le città. Le storie si muovono tramite le persone, che le raccontano, le divulgano e le tramandano. Le persone sopravvivono grazie alle storie; storie sottoforma di sogni, progetti e racconti del proprio percorso di vita. Le persone sopravvivono grazie alle storie, che rendono immortali i loro protagonisti, almeno fino a quando ci sarà qualcuno disposto a raccontarle e a tenerle vive. Ancora di più mi piacciono le storie sotterranee, quelle con la “s” minuscola, le storie “dalla parte sbagliata della storia” le piccole storie che nessuno mai racconta, che però contribuiscono a creare, come affluenti di un fiume in piena, il flusso della Storia.

Non ho mai visto una cartolina con su Molino Nuovo (i video):
Assieme alle persone (tre uomini e una donna) che hanno avuto voglia di accompagnarmi in questo percorso, abbiamo girovagato fra le strade della “periferia” luganese. Abbiamo guardato la città e ci siamo guardati, con degli altri occhi.

> Introduzione (con L. Pezzoli)
> Remo contro!
> Mi chiamo Mauro (disponibile anche in versione .mov)
> Come se ci fosse un muro
> Guarda la Frankie
> Postfazione (con L. Pezzoli)

È disponibile un DVD che include i sei video. È possibile richiedermelo o masterizarsene una copia. Qui la copertina (in formato .jpg). Grazie al CAD (Centro di Accoglienza Diurno) Ingrado di Viganello.

> La mappatura delle "Cartoline" con google maps: geografie interiori ed urbane s'intersecano

om, 02 Ottobre 2007 01:24 | Commenta (0) | Permalink | tb (0) | 328 visite