Quartz: i premi del cinema svizzero

Il nuovo pezzo per la rubrica “cinema” di UNO d’aprile.

Sabato 12 marzo, al KKL di Lucerna si è svolta la serata di assegnazione dei Quartz 2011, i premi del cinema svizzero. Quella stessa mattina, Y. una signora conosciuta da tutti per la sua passione per i gatti, ha suonato il citofono della casa dei miei genitori. Con tatto si è informata se il nostro gatto fosse in casa e, visto che il nostro gatto non era in casa, sempre con tatto, ha informato mio padre del fatto che sulla strada cantonale, sotto alla casa della famiglia L. aveva visto un gatto schiacciato che sembrava il nostro. Lo aveva tirato da parte sul marciapiede. Nonostante fosse un po’ diverso da come lo ricordavamo, probabilmente a causa dell’impatto con l’automobile, è stato indiscutibilmente identificato Alì. Era un bel gatto rosso, lo avevamo scelto rosso sia per questioni ideologiche ma anche perché avevamo avuto una serie di gatti tigrati grigi che avevano avuto una brutta fine. Grisù si era ammalato di una malattia strana e Pirù, il suo successore era invece era annegato nella piscina dei vicini. Che morte paradossale per un gatto. La situazione ricordava, con i distinguo del caso, la scena iniziale di Sunset Boulevard. Alì aveva otto anni, per i primi quattro anni della sua esistenza ha avuto un carattere orribile. Non potevi accarezzarlo perché graffiava, e ti faceva degli agguati quando andavi in bagno di notte. Poi si è calmato, tornava a casa pieno di ferite e di croste, ma era diventato più coccolone. Solo che a causa delle ferite e delle croste a volte faceva ribrezzo accarezzarlo e averlo vicino. In virtù della base legale che permette di smaltire le carcasse degli animali domestici di piccola taglia (fino al peso di 10 kg) senza ricorrere all’incenerimento Alì è stato seppellito in fondo all’orto della nostra casetta di montagna. Alì pesava al massimo 2 kg, a dir tanto. Il Quartz per il miglior film è stato assegnato al film “La Petit Chambre” di Stéphanie Chuat e Véronique Reymond.