Carnage

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Una persona di cui non posso dire il nome e nemmeno l’iniziale è andata a vedere Carnage di Polanski. (Così giusto per chiarezza: non è il mio coinquilino Stefano. Lo dico a scanso di equivoci). Questa persona misteriosa è andata a vedere Carnage con lo scopo di cercare di limonare con la sua accompagnatrice. Questa persona misteriosa non era molto contenta del risultato della serata. Effettivamente Carnage non è il film più adatto se vuoi limonare, per diversi motivi. Io ho identificato i tre principali.

1) È un film in cui parlano un sacco. Dall’inizio alla fine ci sono i quattro protagonisti che parlano senza interrompersi mai. Una dei quattro è quella di Titanic, mi hanno detto. Io non l’avrei mai riconosciuta. Parlano, parlano, parlano tutto il tempo. Non ci sono quei momenti di bassa in cui ti puoi distrarre per cercare di insidiare l’accompagnatrice. Devi rimanere concentrato.

2) È un film breve. Dura poco più di un’ora. 79 minuti per l’esattezza. Soprattutto se non sei sicuro che lei ci stia, è meglio se scegli un film più lungo. Così hai più possibilità di riuscirci. Titanic, che dura 194 minuti è meglio. Hai più del doppio del tempo a disposizione.

3) Il vomito. In Carnage c’è un lungo momento in cui un protagonista vomita. C’è vomito dappertutto. E poi tutti puliscono il vomito. Anche questo non aiuta. Non funziona limonare con l’idea del vomito. Può essere difficile anche limonare con l’idea degli annegati del Titanic, ma secondo me è comunque meglio.

Ho letto su Vanity Fair che Polanski consiglia agli sceneggiatori in crisi di farsi mettere agli arresti domiciliari in modo da essere obbligati a stare in casa a scrivere. Era un articolo dal tempo di lettura previsto di 11 minuti. Lui parla per esperienza. Ma non so se è un buon consiglio da dare agli sceneggiatori in crisi.

Uscito su UNO di ottobre