Panini e buoi dei paesi tuoi!

 

Penso spesso alla quantità di manzo 
che occorrerebbe per fare un brodo
con il lago di Ginevra. 
(citato da Georges Perec). 

 

Tempo di vacche grasse
Durante la pausa estiva del Diavolo, si sono susseguite sui muri del nostro ridente cantone, affissioni pubblicitarie discutibili. Difficile è quindi riprendere il filo di questa rubrica scegliendo l’obbrobrio da recensire per rendere meno triste il ritorno dei lettori del Diavolo, alla routine quotidiana. Inutile parlare della campagna “Ali Kebab” che, la SGA, la società che affigge (e ci affligge) con le sue pubblicità, ha promosso per cercare di risollevarsi dai pessimi risultati di questi primi sei mesi dell’anno (utile ridottosi del 60% e un quarto meno delle affissioni). La scarsità di zucchine giganti e di consiglieri di stato che limonano al Festival, ha già fatto scorrere il fiume di inchiostro necessario a riempire le pagine estive dei quotidiani di ipotesi e illazioni. Veramente squallida la trovata di marketing parassitario della Lega dei Ticinesi, che ha registrato l’indirizzo internet www.alikebab.ch, per promuovere la spaventata campagna contro i minareti. Ma, lasciamoci alle spalle queste bassezze estive, pur restando nel campo dei panini alla carne, passiamo a qualcosa di più succulento…

Il manzo naturalizzato
Ecco ancora la McDonalds, multinazionale americana, che propone condizioni di lavoro cinesi, che vuole assolutamente convincerci della genuinità e della provenienza "nostrana" dei suoi prodotti. Supercampagna che punta sulla "svizzeritudine", le carne dei suoi hamburger sarebbe "100% carne di manzo svizzera", prova ne è il bovino riportato sul manifesto, che grazie ad un’abile photoshoppata si ritrova con una macchia sul manto che raffigura il patrio suolo. Ma c’è qualcosa che non quadra, ed è la marchiatura auricolare gialla che decora il muso della Carolina in questione. Essa riporta il codice AT che – come conferma le Centre d’Information des Viandes – sta a significare che si tratta di un bovino austriaco. Poco male, mica siamo razzisti! È che non è molto rassicurante come messaggio. Se non sono riusciti a trovare nemmeno un manzo svizzero per la pubblicità, saremo poi sicuri che gli hamburgher che andranno ad appesantirci il fegato avranno davvero pascolato nel praticello del Grutli? Basta con questi stranieri che portano via il lavoro ai vitelloni svizzeri…

Disse il mulo alla vacca
Gli osservatori più attenti si saranno accorti poi che il "bovide" in questione dispone inoltre di grosse mammelle, quindi tecnicamente non è nemmeno un manzo, ma una vacca. Andando a scavare verrebbe probabilmente fuori che Ali Kebab è in verità patrizio di Chironico e che l’architetto che sta progettando la nuova moschea a Lugano è in realtà un leghista. Una trama degna della migliore soap!

Approfitta anche tu del tempo perso ad aspettare il Cisalpino: fotografa le affissioni più indecenti e mandale al Diavolo!

 

 

La ALDI, multinazionale tedesca, apre il 100 supermercato in Svizzera, per la precisione ad Agno. Si festeggia con tartine e spumante, il contratto collettivo di lavoro è utilizzato come tovagliolino.Per l’occasione i pubblicitari realizzano un manifesto in cui la cifra “100” è composta dai lavoratori della multinazionale. Un dipendente confessa in esclusiva al Diavolo alcuni particolare del backstage della fotografia – Ci hanno adescati offrendoci una gita premio ad Abano, ma poi ci hanno tenuto ore ed ore sotto al sole nel piazzale del supermercato, per la foto. Avremmo dovuto insospettirci, fino a quel momento non ci avevano mai regalato nulla. – continua il cassiere 31enne che, per ovvie ragioni, preferisce mantenere l’anonimato – Io ero ai margini del secondo zero, per tenerci allineati usavano dei pungoli elettrici, gli stessi che usano al circo per addestrare gli elefanti. Ho visto una donna incinta svenire accanto a me. Chi abbassava il braccio e non rimaneva nella posizione del saluto veniva ripreso duramente. Eravamo poi obbligati a sorridere, inutile spiegare ai responsabili che “tanto non ci si sarebbe accorti”. Un inferno: è stato terribile!”

2 thoughts on “Panini e buoi dei paesi tuoi!”

  1. Per fortuna, l’intervista al dipendente ALDI, è frutto di fantasia. Anche se, spesso, la fantasia supera la realtà. Penso poi che ALDI abbia sistemi molto più pratici e meno plateali per far “star in riga” i suoi dipendenti del pungolo elettrico: il ricatto e la minaccia di licenziamento…

  2. a parte le ovvie mammelle, il cartellino giallo AT è davvero una svista geniale.

    non ho capito l’intervista al dipendente Aldi: immagino sia vera o sbaglio?

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