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Un grande pannello? Ci vuole un pennello grande!

La pittura non è fatta
per decorare gli appartamenti.
È uno strumento di guerra
offensiva e difensiva contro il nemico.
(Pablo Picasso)

La legge non è mai stata uguale per tutti, chi ci credeva ancora? Forse nessuno, ma dopo la votazione dello scorso finesettimana ne abbiamo avuto la conferma. Grazie all’iniziativa UDC per l’espulsione degli stranieri che delinquono, due persone, per lo stesso reato, verranno punite in maniera diversa.

Psicomagia
Anche in questa campagna (come almeno nelle precedenti sei, portate avanti e vinte dall’UDC negli ultimi sette anni), è stato fatto un largo uso di affissioni pubblicitari. Il sistema è sempre lo stesso, riassumere in un’immagine una serie di stereotipi che facciano leva sulle paure più ancestrali della gente, dichiarare un finto problema e proporre una soluzione radicale (poco importa se più che sulla logica la soluzione sia basata sulla psicomagia jodorowskyana). Continue reading Un grande pannello? Ci vuole un pennello grande!

Storie di cinema, storie di sale

Segnalo che giovedì 23 aprile, alle 20’30 circa, con entrata libera, al Cinema Lux di Massagno, in coda all’assemblea degli Amici del Cinema Lux verranno proiettati i cortometraggi che hanno partecipato al concorso "Storie di cinema, Storie di sale". 

Anche io ho proposto due minidocumentari:

– Cinema Teatro Asilo Sonvico (9’13) – Attraverso il racconto di tre protagonisti (Danila Nova, Arialdo Canonica e Arrigo Bassi) e a documenti dell’epoca, si ricorda la presenza del “Cinema Teatro Asilo” negli stabili della “Santa Casa Lauretana” messi a disposizione dalla parrocchia di Sonvico. In particolare si ricordano le figure di Don Primo Vaghetti (prevosto a Sonvico nel periodo 1957/71) che forse per primo ha portato nel paese delle immagini proiettate attraverso diapositive “le filmine” e di Don Giovanni Rovelli. Le proiezioni del cinema, che avevano una chiara impostazione oratoriale, si sono svolte regolarmente almeno dal 1959 al 1979. Prima di questo periodo era anche presente una compagnia Filodrammatica maschile composta da abitanti del paese ed erano organizzate saltuarie rappresentazioni dei “gioppini” animati dalla famiglia Vitali. L’ultimo proiettore utilizzato nella sala è stato acquistato nel 1973 (e finito di pagare nel ’79), le poltroncine ribaltabili erano state ritirare dal cinema Odeon di Lugano e le pellicole venivano procurate attraverso la ACER (Associazione Cinema Educativo a passo Ridotto) di Mendrisio. Con l’avvento della televisione, si è perso l’interesse per questo genere d’attività. Ora la sala è adibita a magazzino del locale Comitato Carnevale.Di questo video è stata realizzata anche una versione più lunga che offre maggior spazio alle testimonianze relative alla parte “teatrale” della sala, in particolare con un intervista a Dolores Toscanelli.

– CineMolino, una sala che r-esiste (9’51) – Realizzato in collaborazione con Ludovica Muller e il gruppo Cinema del CSOA il Molino – A partire dal 12 ottobre 2006, data dell’occupazione dei Molino Bernasconi da parte di collettivi autonomi giovanili, Lugano si ritrova con un’esperienza di autogesione socioculturale con cui confrontarsi. All’interno dei tre spazi occupati dal Molino (oltre ai Molino Bernasconi di Viganello, anche il grotto al Maglio di Canobbio e l’ex macello pubblico luganese) si sono sviluppate esperienze diverse legate al cinema. Proiezioni più o meno estemporanee agli inizi per arrivare al giorno d’oggi con una sala cinema, seppur attrezzata e confortevole, molto particolare.Nel documentario, arricchito da immagini video provenienti dagli archivi del centro si ripercorre la storia dell’autogestione a Lugano attraverso le forme che la sala cinema del centro ha preso con il passare degli anni. Si ricordano aneddoti divertenti e si spiegano le modalità organizzative che questo cinema “resistente” si è dato per funzionare muovendosi “ai margini” della cultura ufficiale.

Dopo la proiezione i video saranno anche disponibili on-line! 

Articolo sul "Corriere del Ticino" del 21.04.09 – Corti Lux.pdf  

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Due volantini per il CSOA il Molino

Due volantini realizzati per due diverse iniziative che coinvolgeranno il CSOA il Molino agli inizi di maggio.

Il primo riguarda la partecipazione al corteo del primo di maggio in solidarietà con i lavoratori delle officine con lo slogan "Senza padrone, chi ti licenzia?", il secondo relativo al mercato di autoproduzioni e prodotti di seconda mano. 

Il primo è una rielaborazione del manifesto dell’euromayday, adattato per l’occasione. Il secondo invece riprende un disegno citato da ombra ma realizzato e messo a disposizione sull’interessante blog grafico dentrodaniele.

 

EuroMayDay008: il primo maggio precario che travolge i confini del futuro!
Il CSOA il Molino di Lugano, raccoglie l’appello dell’Euromayday, riflettendo sulla realtà locale in cui siamo inseriti, nel segno di una prospettiva di lotta che superi i confini nazionali.

Ci rivolgiamo a tutti e a tutte; uomini e donne, precari e precarie, native e migranti, lavoratrici e lavoratori: dei call center, degli aeroporti, delle aziende agricole, dell’informazione e della formazione, della posta, delle pulizie.Ci rivolgiamo agli operai e alle operaie, delle officine di Bellinzona, delle fabbriche e dei servizi, ai disoccupati, agli studenti, alle associazioni, alle realtà in lotta, alle mille forme di resistenza e di autorganizzazione che ri-generano i territori e le metropoli martoriati dal vampirismo neoliberista. Continue reading Due volantini per il CSOA il Molino

Il nuovo volantino del CSOA il Molino

Il nuovo volantino trimestrale del CSOA il Molino, si tratta di un fotomontaggio di due fotografie scattate da Neth, un cielo leggermente nuvoloso e il faccione che trova posto all’ingresso del centro, ottenuto da una cisterna modificata da Luca Minotti. 

 

Luca, in questo periodo sta esponendo alcune sue fotografie risalenti al 1997 all’archivio Donetta a Corzoneso. Fino al 12 maggio è possibile (e vale la pena) visitare questo reportage dello stabile industriale della ex-monteforno (Von Roll) a Bodio, prima che venisse smantellato, smontato ed inviato a pezzi in Asia a "Tanjung Priok". "Un apparato produttivo condannato alla globalizzazione"

Anche Arums ha dedicato un post sul suo blog a questa esposizione. 

Foto1 – 2 – 3 – 4 

Videoil servizio del quotidiano

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Lassù qualcuno ti guarda: videosorveglianza a Lugano

Lo scorso finesettimana ci siamo ritrovati per il workshop di editing video, l’idea era quella di riproporre l’esperimento di "Flaneur", il video opensource sulla videosorveglianza girato a Bologna usando però l’imponente sistema di controllo video luganese.

La realizzazione di un video di questo tipo è abbastanza semplice: è necessario seguire una persona che cammina per le strade della città, riprendendola dal punto di vista delle videocamere di sorveglianza. Per raggiungere le camere eravamo dotati di una scala in alluminio da appoggiare alle pareti o ai pali su cui sono montate.

Quella che propongo qui è una versione provvisoria del corto che sarà ultimata e conclusa nei prossimi giorni.

 

 Sembra facile, ma nelle poche ore di ripresa abbiamo dovuto confrontarci e litigare con un sacco di persone…

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