Tag Archives: lavoro

Todo list

Il log della mia lista delle “cose da fare” stilata per alcune settimane nel corso dell’estate. È un sistema incredibilmente efficace, soprattutto quando si devono portare avanti parecchi progetti contemporaneamente. Poi ho smesso di tenerla aggiornata…

– copia peggy per bu****
– importare immagini chiusura atelier r****
– registratore m****
– comperare pantaloncini corti
– abbonamento velopass
– soldi tasse
– dvd kabaret e
– bucato
– salvare su hd corti cabaret centovalli Continue reading Todo list

Biocapitalismo: Faccio il volontario da McDonald’s

Articolo apparso su Voce Libertaria del 1° maggio 2010. Se ancora non lo avete fatto: abbonatevi! (le note a pié pagina sono inserite come link ipertestuali) 

Se vi dicessi che passo il mio sabato pomeriggio a fare volontariato presso Mc Donald’s non vi sembrerei un po’ strano? Forse passerei per “scemo” e verrei additato come “controrivoluzionario”. Eppure quella di dedicare parte del proprio tempo libero offrendo i propri servigi a multinazionali è una tendenza che mettiamo sempre più spesso in atto, magari senza rendercene nemmeno conto. Il lavoro si estende e riempie tutti gli interstizi della nostra esistenza.

Ikea e le sue cazzo di Billy
Ci sono alcuni esempi lampanti di questo meccanismo con cui l’economia finanziaria ha pervaso le nostre vite, facendoci lavorare gratuitamente per aumentare i dividendi dei consigli di amministrazione. Il modello di organizzazione aziendale di Ikea è significativo: quando compero una libreria Billy, per appoggiare gli ultimi due volumi editi da “La Baronata”, Ikea scarica su di me tutta una serie di incombenze. Continue reading Biocapitalismo: Faccio il volontario da McDonald’s

1 maggio 09: il volantino del CSOA il Molino

Concentramento alle 13’00 al CSOA il Molino, per corteo d’avvicinamento alla manifestazione sindacale.

Poi spezzone antiautoritario, migrante e precario.

Segue concerti in piazza Riforma (Ematoma, Zona Sun, Banda Bassotti) e cena.

Il volantino è una rielaborazione di quello prodotto da i compagni di paura.anche.no per un’iniziativa Firenze.

I due comunicati invece sono impaginati partendo dalle grafiche dell’euromayday, i testi completi sono rintracciabili sul sito del molino.

  

Il testo dei comunicato e il pdf:

Noi la vostra crisi non la paghiamo (versione pdf)

La grande depressione (versione pdf)

 

 

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SUPSI – Scopri il futuro che c’è in te: lavoratore precario!

La scuola è messa male, la SUPSI ancor di più. Pervasi dallo spirito della “Riforma di Bologna“, nei nuovi “dipolimifici”, la logica aziendale ha preso spazio a tal punto che si sente il bisogno di pubblicizzare il proprio percorso formativo in un’ottica concorrenziale e di libero mercato.

In questi giorni sul portale informativ-populista “TicinOnline” è apparso un grande banner (1) che pubblicizza “il Bachelor in Economia Aziendale” con il promettente slogan “Scopri il futuro che c’è in te“. Nella stessa pagina un altro banner attira la mia attenzione: quello di EuroMillions (2). Grazie a TicinOnline ho ben due proposte per sistemare il mio futuro, studio o lotteria, apparentemente equivalenti, ognuna con il suo bel banner animato a portata di clic. Non mi resta che scegliere!

 

 

Già qualche tempo fa, in epoca di “allarme terrorismo” la SUPSI ci aveva stupito con un’inquietante scelta stilistica.

È a dir poco assurdo che le risorse finanziarie di una scuola vengano utilizzate per la reclam. Se si vuole che un maggior numero di persone scelgano questo tipo di formazione si dovrebbe lavorare su altri fattori come la qualità dell’insegnamento o l’accessibilità.

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La follia del lavoro come strumento d’integrazione

Uno stralcio dell'elaborato su lavoro e integrazione nel quartiere di Pregassona Bassa (SUPSI DSAS, 2005)

 Nella società occidentale, ed in particolare a partire dalla seconda metà del Novecento, il lavoro è intimamente connesso all'essere, alla morale e all'immagine di sé dell'individuo.[1]

Con il lavoro ci presentiamo, mostriamo agli altri dove siamo socialmente posizionati e diamo un senso al nostro stare al mondo “(…) il lavoro ha raggiunto una tale onnipotenza che in realtà non esiste più alcun concetto opposto al lavoro. Una società senza lavoro appare come una società senza centro[2]. Il lavoro quindi, non più solo come strumento per procurarsi le risorse necessarie alla sopravvivenza ma anche (e soprattutto) produttore di senso del proprio stare al mondo e di rapportarsi all'altro. Nella nostra società il lavoro è un bisogno umano centrale, soddisfa i bisogni finanziari, organizza e struttura il tempo, favorisce i contatti interpersonali, permette di condividere esperienze con gli altri e produce obbiettivi esterni da perseguire, insomma contribuisce allo sviluppo di un'identità personale.

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