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Che li riconosci gli svizzeri sui treni

Che li riconosci gli svizzeri sui treni
bevono succo di mele
con la giacca di pile verde
se in famiglia, giocano a Uno
anche i figli adolescenti
i bambini biondi, tre
ognuno col suo zainetto
mangiano panini integrali
e bastoncini di carote
conservati in scatole di plastica
con la loro suoneria discreta
bisbigliano
presentano spontaneamente il metaprezzo firmato
assieme al biglietto.

Quello che proprio non ho bisogno quando faccio un viaggio in treno

Che quello che proprio non ho bisogno
quando faccio un viaggio in treno
è di incontrare qualcuno che conosco.

Che io mi preparo per bene
tutte le mie cosine da fare
i numeri arretrati di Azione da leggere
le idee da scrivere al computer.

Che proprio non ho voglia di far conversazione
piuttosto guardo fuori dal finestrino
oppure gioco a pacman
che sull’iphone è davvero bello.

Che poi ogni tanto incrocio qualcuno
e faccio finta di non vederlo
mi sposto più avanti
o faccio finta di dormire.

Che magari mi sono anche comperato qualcosa da mangiare
che poi mi imbarazza
e anche se ne offri un morso solitamente non è che uno accetta
e tu sei li che mangi e lui guarda
non è mica bello.

E poi magari sto ascoltando le conversazioni
e vorrei segnarmele giù sul calepino
e poi mi chiedo chissà che cosa pensa
che faccio l’intellettuale che si segna giù i pensieri
che invece non sono pensiero
o almeno non sono pensieri miei
ma son le cose che sento.

Che se poi qualcuno si siede
e allora inizi a parlare
come va bene grazie cosa stai facendo
fai ancora i video si il sociale basta
ho cambiato genere vai ancora al molino
è un po’ che non ci vado non è più quello di una volta.

Barcelona km zero

BITACORA DE UN VIAJE SIN RUMBO NI DESTINO

Niske99, 26 anni, è partito lo scorso novembre da Barcellona con il suo furgone nero con una piuma bianca sulla fiancata, confortevolmente camperizzato, per un viaggio che lo porterà in giro per l’Europa. Un po’ punk e un po’ espoloratore è arrivato senza sapere bene perché nella gelida svizzera. I freni del furgone si sono rotti e ha dovuto trovare il modo di guadagnare denaro per ripararli.

Quattro giorni di lavoro nel ristorante Ikea, per 500 franchi sono un inizio. All’alprose e in cantiere, quello che offrono le agenzie di lavoro interinali. Spagnolo in Svizzera lavora precario in un ristorante svedese: emblema della globalizzazione.

Niske99 si è accampato al Molino, "y la gente aqui como una familia", in attesa di poter ripartire verso Basilea e poi nella ancora più fredda Germania. "Esta okupa suiza unica y utopica" dice. Ci ha lasciato in ricordo un bel grafito sulle pareti del centro. La sua presenza non può che risvegliare la voglia di viaggiare.

Quando trova una connessione al web redige il suo diario di bordo online, zeppo di fotografie, su di un blog: kemakilometros.blogspot.com

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Cose turche

Estate 2007, diario di viaggio fra Grecia, Turchia e Kurdistan.



Oppure guardatevi la pagina "in viaggio" 

Le immagini, salvo quando indicato, sono state aggiunte a posteriori (vedi l'album) pescandole da gallerie sul web, abbiamo viaggiato per cinque settimane facendo affidamento sulla Lonely Planet che, con tutti i limiti del caso, ha il sicuro pregio di invogliare a continuare il viaggio. Abbiamo utlizzato esclusivamente mezzi pubblici, preferendo il traghetto all'aereo per ovi motivi ecologici. Abbiamo anche trovato validi aiuti nel sito vagabondo.net che quindi consigliamo e ci siamo divertiti leggendo i resoconti sul sito di turistipercaso.it.
Per chi fosse interessato a provare a preparare qualche piatto assaggiato durante il viaggio, questo è un interessante sito!
Da guardare prima di partire "La sposa turca" di Fatih Akin e invece da leggere "Le streghe di Smirne" di Mara Meimaridi e "La bastarda di Istambul" di Elif Shafak.

Efeso

Una volta ad Efeso c'era il mare. A poco a poco il fiume ha trasportato sabbia e detriti e ora le rovine si trovano in mezzo ad una secca e sterposa pianura. E' qui che hanno trovato il Priapo, la statuetta con un gigantesco fallo che ora si trova in vendita nella versione fallo-apribottiglia nei negozietti di souvenir. Il mare e' a qualche chilometro: Pamucak sei chilometri di spiagge di sabbia finissima ricoperti di spazzatura e alghe, la raggiungiamo su due scassatissime bicicletta rischiando la vita schivando gli spericolati guidatori turchi. Istambul e' ad una notte di viaggio e la Turchia misteriosa e affascinante che abbiamo lasciato sembra lontanissima. Siamo vicini al luogo dove prenderemo il traghetto per tornare in Grecia e poi a casa. Ci rifugiamo nella penisola di Dilek, parco naturale pieno di animali con delle bellissime spiagge finalmente pulite. Poi si parte: Kusadasi-Samos, sei ore di attesa, poi da Samos fino al Pireo, una notte di viaggio e arrivo ad Atene alle cinque di mattina. Trasferimento in treno fino a Patrasso dove dobbiamo attendere dodici ore il traghetto (cittadina che pare sul punto di essere abbandonata dagli abitanti, un sacco di case disabitate ed in rovina, una di esse occupata dal Porto Patra Squat). Fuori dalla cinta del porto gruppi di una dozzina di uomini dai tratti asiatici e la pelle molto scura. Ci spiegano che cercano di attaccarsi sotto ai camion che traghettano fino all'Italia in cerca di un futuro migliore. Mentre mangiamo un panino un ragazzo arabo ci chiede in francese se possiamo aiutarlo a traghettare ospitandolo nel baule della nostra auto. Non abbiamo auto e ci dispiace. Gli facciamo gli auguri. A mezzanotte si riparte, chissa' quante persone sono riuscite ad entrare clandestinamente sulla nave. Due notti di viaggio e siamo a Venezia. Poi in treno fino a Milano e li cambiamo per Lugano. Incontriamo Luzia che e' stata a Milano per cercare di ottenere un visto per l'Iran. Poi in bus fino a casa, alla faccia di chi dice che con i mezzi di trasporto pubblici non si può andare da nessuna parte!