Un grande pannello? Ci vuole un pennello grande!

La pittura non è fatta
per decorare gli appartamenti.
È uno strumento di guerra
offensiva e difensiva contro il nemico.
(Pablo Picasso)

La legge non è mai stata uguale per tutti, chi ci credeva ancora? Forse nessuno, ma dopo la votazione dello scorso finesettimana ne abbiamo avuto la conferma. Grazie all’iniziativa UDC per l’espulsione degli stranieri che delinquono, due persone, per lo stesso reato, verranno punite in maniera diversa.

Psicomagia
Anche in questa campagna (come almeno nelle precedenti sei, portate avanti e vinte dall’UDC negli ultimi sette anni), è stato fatto un largo uso di affissioni pubblicitari. Il sistema è sempre lo stesso, riassumere in un’immagine una serie di stereotipi che facciano leva sulle paure più ancestrali della gente, dichiarare un finto problema e proporre una soluzione radicale (poco importa se più che sulla logica la soluzione sia basata sulla psicomagia jodorowskyana).

Una mano di bianco
Se le pubblicità sono parte dei motivi del successo dell’UDC è forse proprio questo elemento che può essere facilmente combattuto. Ci hanno provato sabato 20 novembre, quegli inguaribili idealisti del CSOA il Molino e del neocostituito movimento della sinistra rivoluzionaria “La Scintilla” che, invece che passare il loro sabato approfittando delle offerte speciali del Fox Town, sono scesi per le strade di Lugano armati di rulli da imbianchino e di dispersione bianca trasformandosi in “AntiPub”. In un pomeriggio sono stati parecchi i manifesti razzisti dell’UDC coperti da uno spesso strato di pittura bianca, il tutto alla luce del sole, fra gli sguardi interessati e qualche applauso dei passanti sorpresi. Forse il procedimento non è legale? Pocomale, è sicuramente un atto doveroso e coraggioso! Il movimento dei “Casseur de Pub”, da cui tra l’altro prende il nome questa rubrica, è nato alla fine dello scorso millenio in Francia e si propone di ridurre l’impatto delle pubblicità nella vita quotidiana di milioni di cittadini. Sono diverse le strategie scelte, c’è chi copre le affissioni pubblicitarie nelle stazioni del metrò parigino con la vernice nera e chi invece preferisce stampare una rivista – senza pubblicità – che parla di “decrescita” e propone stili di vita alternativi. Per saperne di più e per farvi ispirare: antipub.org e casseursdepub.org.

Quella della pubblicità è un linguaggio simbolico che va combattutto con le sue stesse armi. E anche in Ticino le azioni di protesta non sono mancate. Sui manifesti UDC sono apparsi adesivi che, scimmiottando la grafica di Facebook segnalavano che “Ad Adolf Hitler piace questo elemento” o riportanti uno stralcio del programma del 1920 del Partito Nazionalsocialista Tedesco e cercavano di sovvertire il senso delle affissioni.

Tutto questo non è piaciuto ai tre consiglieri comunali dell’UDC a Lugano che hanno dedicato la loro domenica pomeriggio alla stesura di un’interrogazione in cui si definisce l’azione “un atto di delinquenza, una prova d’inciviltà e di spregio della democrazia“. L’amico degli animali (eccetto i ratti), Rusconi commenta “È un gesto antidemocratico. Noi quei manifesti li abbiamo pagati e sono legali perché nessuno li ha censurati.” Non fa una grinza, se li avete pagati devono stare li. È il denaro il motore di tutto. A ben vedere non sono nemmeno gli stranieri che infastidiscono l’UDC, sono i poveri che proprio non sopportano. Chiaro no?

Le fotografie dell’azione sono di: ch.indymedia.org

Prima di coprire di vernice i manifesti pubblicitari che non vi piacciono fotografateli ed inviate in redazione le immagini correlate dalle vostre osservazioni.


Le “pub dei lettori”
La “pub dei lettori” di questa settimana ci giunge grazie alla Joint Venture fra due attenti lettori (Christian che ha scovato l’errore e Laura che lo ha fotografato). Si tratta del pannello da cantiere del nuovo Centro di Calcolo Scientifico che sorgerà a Cornaredo. “Vabbé i calcoli, ma anche l’italiano è importante” fanno notare i due lettori segnalando la mancanza della “i” nella parola “scientifico”. Il vocabolo “scienza” è uno di quelle che sono inserite in tutti i dettati, assieme a “goniometro” e “acquitrino”, a partire dalla seconda elementare. E se proprio un qualche dubbio permane, almeno ricordatevi di installare il controllo ortografico sul nuovo supercalcolatore. Almeno si evitano brutte figure.

Articolo pubblicato su “Il Diavolo” di questa quindicina

4 thoughts on “Un grande pannello? Ci vuole un pennello grande!”

  1. Ciao! Sono venuto bene nella foto, hai visto? 😉
    ti segnalo il mio nuovo blog…dacci un’occhiata che pian pianino ci sto caricando su parecchia roba!
    bardanera (lio)

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