Il ventennio leghista

Il manifesto per il ventennio leghista

Cosa è il leghismo se non
la storia di un movimento che non legge?

(Umberto Eco)

Nano nano, la tua mano
Nelle scorse settimane, fra un’allarme bomba e un corso farlocco per spostare capitali nei paradisi fiscali, sono apparsi per le strade del cantone i manifesti che ricordano al Ticino il ventennio della Lega. “Dal 1991 i Ticinesi votano Lega! Grazie”. Come è nata l’idea? Ringraziamo Rodolfo Pulino alias Dexter che, in nome dei vecchi tempi, ci ha fatto avere la trascrizione delle parole pronunciate in occasione della riunione creativa per la realizzazione del manifesto.

Via Monte Boglia, 6 gennaio 2011
Giuliano Bignasca, biascica allacciandosi la cinta dei pantaloni: – Occhei ragazze, potete andare, qui dobbiamo lavorare. – Si ricompone alla bene e meglio e riassume il suo ruolo di presidente a vita – Come cacchio lo facciamo questo benedetto manifesto?– Boris, seduto accanto alla scrivania del padre appoggia i Playmobil ed abbozza – Ho visto su youtube un tutorial su Photoshop, ci penso io! – Giuliano compiaciuto dell’intrapredenza del figlioletto estrae dalla scrivania la scatola con la fattoria playmobil e la passa a Boris come gesto di riconoscenza pieno di amore paterno: – Bravo Boris, pero’ deve essere semplice, che non tutti i nostri elettori sanno leggere, pochi concetti ma scritti in grande, ma racumandi! –  Padre e figlio iniziano a scervellarsi e a snocciolare vocaboli: “Sicurezza, immigrazione, bilaterali”, ma dopo un po’ le parole non bastano per riempire il grande spazio nero. – Occupazione con due K? – si chiede confuso Boris. Chiamati all’appello le menti più creative della lega iniziano a sciorinare un’altra serie di parole chiave altrettanto rappresentative del movimento: “cocaina, figa, razzismo, bordelli, omofobia, ronde, fascismo, truffa, speculazione edilizia, conflitto di interessi”. Ma questa nuova serie di parole chiave non piacciono al patron del movimento, che preferisce copia&incollare i pochi concetti originari per riempire lo spazio rimasto vuoto. – In fondo in questi anni – commenta il leader di via Monte Boglia – non abbiamo fatto altro che ripetere all’ossessione i soliti pochi e basilari concetti, perché smettere proprio adesso?– Primo problema risolto. Occorre ora trovare un’immagine rappresentativa: – Facciamo un brianstormig – propone Giuliano – Che cos’è che vi viene in mente se dico “lega”?Io metterei un miscuglio di metalli diversi, Giuly – esclama con non poca ironia l’ex collaboratore del Diavolo Lorenzo Quadri. – Non chiamarmi Giuly, te l’ho già detto mille volte – risponde stizzito il Nano – mettiamo piuttosto una mia foto –. Tutti applaudono per l’ennesima buona idea partorita dalla mente del leader minimo. In men che non si dica Boris lascia la sua postazione ai playmobil – Torno subito Dexter, vai avanti tu a costruire il villaggio dei cauboi… – e si fionda al computer. Chiude la finestra di youporn, scambia rapidamente in messanger due chiacchiere con il Trota e inizia a smanettare sulla fotografia del padre: – Papi, sei sicuro che sia il caso di pubblicare questa foto, guarda che le tue narici sono davvero impressionanti, già a me che sono il tuo figlioletto prediletto, fanno senso, pensa che effetto potrebbero fare agli altri… sono incredibili, sembrano due culi di gallina! – Leggiadro si avvicina allo schermo anche Lorenzo Quadri – Okkey che siamo per il raddoppio del Gottardo, ma Giuly, le tue narici fanno davvero schifo, dobbiamo trovare una soluzione.Non chiamarmi Giuly! – ripete Giuliano avvicinandosi al monitor e riconoscendo l’inadeguatezza delle sue narici. – Ma da quando in qua la statura politica e morale di un uomo viene determinata dalle sue narici? – Tutti tacciono annuendo – Non si potrebbe fare il giochetto della calza di nailon come fa Berlusconi? – Lorenzo si sfila i collant e guarda il leader attraverso le maglie del tessuto sintetio – Mi sa che per te non basta, Giuly! – Giuliano è folgorato da un’idea è tanto tempo che non prova questa sensazione, si dimentica addirittura di lamentarsi con Lorenzo.
E se tagliassimo la foto propri sopra alle narici? In fondo ho appena lavato i capelli e gli occhiali in testa mi danno quell’aria intellettuale… – Boris non è convinto – Ma papi, così la foto è tutta sbilanciata, senza senso! – Giuliano stizzito picchia un pugno sulla scrivania, facendo alzare in aria una nuvola di coca – Fai quello che ti dico, Boris se no niente playmobil dei pirati – Boris, intimorito, con pochi clic del maus esegue quanto richiesto dal padre e ne approfitta per annotarsi la necessità di raccontare questo avvenimento al suo psicanalista – Ecco fatto papi! -. Giuliano da una valigetta ventiquattro ore estrae alcune mazzette di banconote spiegazzate tenute assieme da un elastico. – Bravo Boris, presto vai a farle stampare e a farle affiggere dappertutto, ti accompagna Lorenzo in macchina. Non fermatevi al bordello però, tornate subito qui. – Boris e Lorenzo si alzano di scatto e si avvicinano alla porta. – A dopo Giuly – saluta Lorenzo. – E non chiamarmi Giuly – risponde Giuliano con un sospiro.

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Haribo?

La pub dei lettori
La pubblicità che presentiamo oggi è stata segnalata da tre lettori che hanno saputo interpretare e trovare spunti differenti su questo obrobrio grafico-concettuale.
Iniziamo da C. l’intellettuale-cinefilo che segnala “Questa è un buon esempio di ellissi narrativa. Quasi come l’osso e la navicella di 2001 odissea nello spazio.” Un vero e proprio salto narratologico che permette di annullare i tempi morti accorciando la durata della narrazione, insomma: dritti al sodo. La giovane e smaliziata T. scrive invece – Ma questa l’avevi vista? Il preservativo sembra uno di quei funghetti caramellosi dell’Haribo, bianchi e rosa hai in mente??– Certo che ho in mente, carissima T, e mi viene in mente che uno degli slogan storici della Haribo era “Haribo macht Kinder froh – und Erwachsene ebenso” che tradotto suonerebbe come “rende felici i bambini, ma anche gli adulti”. Concludiamo con la segnalazione di A. che invia anche la fotografia che pubblichiamo qui, e commenta: “Guarda questa PUB che si può ammirare a Chiasso davanti alla casa di appuntamenti Pompeii che pubblicizza un’altra nota casa di appuntamenti… un bordello aiuta l’altro.” Grazie mille a tutti!

da: Il Diavolo, in edicola oggi

2 thoughts on “Il ventennio leghista”

  1. Sto giro ti sei superato…ma…per caso ti sei infiltrato di nascosto in via monte boglia? 😉
    Geniale!

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