Sono in mezzo a noi!

un fotogramma dello spot

Articolo apparso sul quindicinale satirico il Diavolo del 15 marzo 2011

È un’invasione
Se vi è capitato di andare al cinema nelle ultime settimane, vi sarete probabilmente imbattuti nel nuovo spot elettorale, pensato appositamente per le sale cinematografiche, del Partito Liberale Radicale. Si tratta di un film che vuole in qualche modo commemorare il colpo di stato dell’11 settembre 1890 con cui, i liberali radicali ticinesi, occuparono (con tanto di arresti, ostaggi, pistole, fucili e forse anche un morto) il palazzo governativo di Bellinzona. Sull’ultimo numero del periodico “Voce Libertaria” ne trovate una breve cronaca.

il logo della campagna

Io rifletto (disse lo specchio)

Lo spot si apre con un’immagine della piazza riforma di Lugano trasformata in un fondale di cartone. Una coppia liberale cammina a braccetto per la piazza. Lui stempiato e brizzolato, lei bionda tinta, di vent’anni più giovane. Forse sono il principale e la segretaria in un momento d’intimità al di fuori dell’ufficio. Incrociano una terza persona. Giacobbo in voce off enuncia: “ogni giorno siamo in mezzo a voi…”. Sembra l’annuncio di una invasione extraterrestre, “...e siamo qui per asportare campioni del vostro DNA”. Il volto del capoufficio scompare in un lampo di luce e cambia forma. Poi un altro bagliore, il volto ritorna quello di prima. La coppia si teletrasporta a Bellinzona e incontra una giovane, bionda e con la chitarra in spalla. È giovane, ha la chitarra ma non è una molinara. È anche lei ricca, ha le cuffiette bianche dell’ipod. Attorno a lei un aureola di luce gialla come quella delle pubblicità contro l’AIDS che spopolavano alla fine degli anni ’80. Si tratta probabilmente di una giovane sieropositiva ed è l’amante del brizzolato. La bionda tinta le posa addosso uno sguardo come a dirle “lascia stare il mio uomo” e il suo volto, in un lampo di luce si trasfigura congelandosi in uno still-frame della giovane. Musica da X-file, ci si aspetta che da un momento all’altro il costato del liberale si squarci e ne esca un essere verde e gelatinoso.
Veniamo teletrasportati al piazzale alla Valle di Mendrisio. La coppia continua a camminare. Incontrano una giovane mamma sola, con un figlio nella carrozzina, frutto inconsapevole del seme del liberale fedifrago. La neomamma lancia un’occhiata languida al brizzolato. Il volto della bionda esplode in un lampo giallo. Sembra di essere in una fotografia dei campi energetici fatta al TiSana. Giacobbo continua “Riflettiamo, perché il futuro del Ticino ci sta a cuore”. La pubblicità finisce e il film comincia. Nelle luci che si abbassano leggo sul volto delle persone presenti in sala un sentimento di stupore misto ad incomprensione. Qualcuno vomita nel contenitore dei pop corn.

Empatia
Arrivo a casa e cerco su internet il video in questione (lo trovate qui). Riguardandolo con attenzione capisco che i volti della coppia liberale, quando si illuminano, si trasformano in quelli dei passanti. Ma il tutto è così fulmineo che solo difficilmente si coglie la modificazione. Il senso è che la ricca coppia liberale riesce ad empatizzare ed identificarsi con la gente comune che incontra per strada. Ogni giorno le nostre preoccupazioni sarebbero anche le loro. Già fa strano questa distinzione fra “noi” e “loro”, ma che sono? Un aristocrazia? E poi davvero anche i liberali si devono sbattersi per ricevere il sussidio della cassa malati? Devono scegliere se andare al cinema o a mangiare la pizza? Vanno a farsi le otturazioni alla clinica dentaria? Devono andare a fare i Securitas al carnevale di Bellinzona anche se sono laureati? Devono fare la spesa M-Budget? Secondo me no. Secondo me le loro preoccupazioni sono altre.

Invia in redazione segnalazione delle pubblicità meno riuscite. Il rarissimo Nanos giapponese fluorescente e radioattivo e ai primi quattro lettori che invieranno il loro contributo: redazione@ildiavolo.com

La pub dei lettori
Ringraziamo Alberto che ci invia questa pubblicità della OBI che propone un utilissimo “Armadio per armi” dall’evocativo nome “Ranger A 5”. Dopo la recente votazione con cui abbiamo deciso di tenerci in casa, a portata di mano, fucili e pistole, tanto vale stoccarle in maniera adeguata spendendo poco. Come non farsi attrarre quindi da questo armadio con il “corpo in acciaio con scanalatura anti-fuoco, doppia parete e vano interno con serratura”. Starebbe benissimo nella camera dei bimbi, oppure in salotto fra il ritratto del generale Guisan e il diorama del praticello del Grütli in scala 1:50. Sulla parete in metallo è possibile appendere con i magneti la lista delle commissioni (cara, ricordati di comperare le munizioni) e le comunicazioni relative alla gita scolastica dei pargoli (visita al ridotto del Gottardo, portare seco pranzo al sacco).