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Pub d’inizio autunno

Articolo pubblicato sull’ultimo numero del quindicinale satirico “Il Diavolo

La televisione è più interessante della gente. Se non lo fosse, avremmo persone che stanno negli angoli delle stanze. (Alan Coren)

Incontri notturni
È piena notte, rincaso con l’ultimo treno, fame chimica, tutto chiuso. Non mi resta che gettarmi sul distributore Selecta, quei grossi frigoriferi rossi che spuntano come funghi in giro per la città. Contiene tutto quello che puoi desiderare, basta pagare un prezzo eccessivo e puoi fare il pieno di coloranti e grassi saturi. So che non è sano, ma non posso farne a meno. Prendo tutta la moneta che ho e la getto nella pancia del babbonatale metallico. Arrivo a 15 franchi, per fortuna che questo pomeriggio ho negato il franchetto al tossico al parco. Sto già per pregustarmi una Red Bull, un sacchetto di rondelle di gomma zuccherate al gusto mela, un Kagi Fret e se rimangono soldi anche un minipacchetto di Zweifel alla paprica. Devo solo comporre la giusta sequenza di numeri, allora il Kagi fret è il 33, la mano si sposta verso la pulsantiera, un 3 e poi un altro 3, ma che succede? Non è la molla che trattiene l’ambito wafer ricoperto di cioccolato fondente e prodotto sin dal ’58 nel toggenburgo a muoversi. Ho sbagliato a premere e, nel vano, casca un pacchettino rosa con su scritto Maybe-baby. Un prodotto nuovo, lo avevo già notato grazie alle grandi pubblicità rosa appese sulle pareti del distributore. Dal colore della confezione deduco che si tratta di gomma da masticare per bambini. Ipercara per giunta. Tutto il mio credito è miseramente consumato, mi arrangio come posso. Scarto il pacchettino rosa e trovo una specie di termometro, il gusto è pessimo. Leggo le istruzioni, dicono che va immerso nell’urina. Il gusto non migliora. Continue reading Pub d’inizio autunno

Swisscom: Diffondere minchiate non è mai stato così facile!

Come sarebbe stata diversa

la storia di Romeo e Giulietta
se avessero avuto un telefono!
(Isabel Allende)


Ideona estiva dei creativi Swisscom: usiamo l’immagine di Gandhi per vendere telefonini. E poi perché non Madre Teresa per una nuova linea di assorbenti e Martin Luter King che pubblicizza una pomata antiemorroidale? Il ragionamento è semplice, Gandhi è morto e le suo foto sono pubblico dominio. Non occorre né pagarle né chiedere autorizzazione per utilizzare. Questa campagna è la prova lampante dei danni cerebrali causati dalla lunga esposizione alle onde elettromagnetici.

Il manifesto è in bianco e nero, una grande fotografia del Mahatma con davanti a se un blackberry, la mora nera, che starebbe poi ad indicare un lussuoso smartphone. Lo comprano solo due categorie di persone, magistralmente individuate dal blogger 7yearwinter: “il segretario di stampa della banca europea, e la tizia che ti sei scopato nel bagno sabato scorso“. Continue reading Swisscom: Diffondere minchiate non è mai stato così facile!