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Il pene di Fassbender

Nemmeno questo mese, purtroppo, uscirà UNO. Purtroppo. Se fosse uscito avrei scritto questo.

Sono stato a vedere Shame. Che avevo già cercato di andarci la settimana scorsa ma la sala era già piena allora avevo visto The Iron Lady sulla Tatcher. Ma non divaghiamo. Shame significa vergogna, ma anche pudore, disonore e peccato. Ma non è questo di cui volevo parlare. Volevo raccontare che avevamo i posti in fila E il numero 5 e il numero 6. Solo che l’E6 era già occupato allora ci siamo seduti all’E4 e all’E5. In fondo per noi non cambiava nulla e mi sembra sempre un comportamento da ossessivi quello di volersi sedere al cinema proprio al proprio posto. C’erano i trailer e poi il film è iniziato e dopo qualche minuto è arrivato chi aveva comperato il biglietto per il posto E4 che non spettava a noi, allora abbiamo chiesto al tipo che era seduto all’E6 di controllare il suo biglietto, effettivamente lui aveva l’F6. Aveva sbagliato fila. Chiarito l’equivoco ci siamo alzati per fare scambio di posto. Soltanto che era proprio il momento in cui si vedeva il pene di Fassbender e quelli delle file dietro ci sono rimasti male e hanno urlato. Ho chiesto scusa a quelli delle file dietro anche se poi hanno passato tutto il film a mangiare che non mi sembra proprio il film adatto su cui mangiare.

Il richiamo della carne

La pubblicità apparsa sul domenicale "Il Caffé"

L’inconscio è venduto a fette
sul banco del macellaio

Teresa de Laurentis

Propositi per l’anno nuovo: mangiare meno carne, smettere di prendermi gioco dei miti svizzeri (avete visto che figata il nuovo libro sui miti svizzeri dall’Oliver Scharpf?) e non lasciarmi più andare a facili allusioni sessuali quando devo redigere questa rubrica dedicata alla recensione delle pubblicità. Eccheccavolo, siamo una rivista seria! Quindi iniziamo l’anno con la recensione della pubblicità della “Carne Svizzera – il resto è contorno” dedicata alla deviazione sessuali del mito svizzero per eccellenza (no, non Nella Martinetti e nemmeno la Biffi): stiamo parlando della paffuta Heidi (scusate se non indico il cognome, ma non lo conosco e anche wikileaks non aiuta).

Carne tremula
Avete visto l’inserzione pubblicitaria? È apparsa sul Caffé di qualche settimana fa. Sfondo marrone, carnazza ben fotografata e stile grafico tutto sommato sobrio ed impeccabile. Molto elvetico. Con una raffinatezza ed uno humor “da macellaio” i pubblicitari con cervello annebbiato da un’intossicazione proteica, accompagnano una panoplia di insaccati elvetici con l’allusivo slogan “Heidi è tornata. Per Peter, ma non solo”. Non mi dite che non cogliete l’allusione? Non mi dite che non trovate i nessi? (come dicevano gli amici del poeta Alberto quando con il fratello giocava a nascondino). Il “non solo” citato dai macellai, soprattutto se accompagnato dall’immagine mascolina del giovane Peter, non può che indicare la propensione autoerotica della giovane pastorella che, obbligata a passare lunghi periodi sull’alpe, usava sollazzarsi con i salumi che trova a stagionare nel sottotetto della baita e che, grazie all’apporto della giovane, acquisiscono quel “nonsoché” che li contraddistingue dalla carne di altre zone. Infatti la ricetta è segreta. Continue reading Il richiamo della carne

L’invidia del pene di Giancarlo Dillena

Da: Il diavolo, in edicola domani

Il 31 maggio muore a 98 anni l’artista e scultrice francese Louise Bourgeois.Il Corriere del Ticino decide di dedicarle uno spazio in prima pagina e lo fa pubblicando una fotografia di Mapplethorpe del 1982 (ma si dimentica di citare l’autore, chissà quanto hanno risparmiato in diritti di riproduzione grazie a questa dimenticanza) e pratica una scandalosa censura. Il grosso membro maschile trasfigurato che tiene sotto braccio (uno dei temi che l’accompagnerà nel suo percorso artistico) viene escluso dalla prima pagina dal quotidiano ticinese. Il curatore Achille Olive scrive a proposito della fotografia: "La Bourgeois porta a passeggio il sesso maschile, con la stessa disinvoltura di una casalinga con le proprie baguette sottobraccio." Per fortuna che Ivan di svasso se ne è accorto! 

Il taglio del Cdt e la foto originale: