Il golf rovina l’ambiente?

di Leo Hickman da Internazionale 679, 8 febbraio 2007

300: i campi da golf in Italia
Ogni anno, ad aprile, i campioni di golf e milioni di telespettatori si danno appuntamento per quattro giorni sul leggendario campo di Augusta, negli Stati Uniti.

Il Masters, che a detta di molti è uno degli eventi sportivi più importanti dell'anno, si svolge su un percorso perfettamente curato: le azalee, simbolo del torneo, sono programmate in modo da fiorire proprio in occasione dell'evento. Gli aghi di pino, rastrellati e livellati, formano un ordinato tappeto alla base degli alberi. Inoltre viene aggiunto del colorante blu nell'acqua dei laghetti artificiali per rendere l'insieme ancora più suggestivo.

La leggenda narra che un giorno un tale scommise che sarebbe riuscito a trovare un'erbaccia nel campo, ma finì col perdere, e dovette rinunciare ai cento dollari in palio. I grandi tornei di golf, però, sono anche la sintesi dei motivi per cui molte persone si sentono a disagio di fronte alla diffusione di questo sport. Continua la lettura di Il golf rovina l’ambiente?

Recensito dal caffé…

Grandi soddisfazioni questa settimana, il Caffé, settimanale gratuito domenicale recensisce (un po' confusionalmente) il mio blog…

Blog / OLMO

Redazione Caffè

Olmo, blogger ticinese, raccoglie il suo incredibile archivio su http://om.noblogs.org/… Testi, lavoro sociale (tesine raccolte negli anni di studio in Supsi a Lugano), testimonianze, prove grafiche, la particolarissima sezione “NoSport” e l’immancabile Album. Insomma, un po’ per tutti i gusti inclusa la storia del libro per i 10 anni di Csoa il Molino. Il summa, in 6 mesi di lavoro, di mucchi di vecchi comunicati, fotografie e ritagli di giornale. Per tacere delle 152.000 pagine di google consultabili sull’argomento.

Pubblicato il: 11 febbraio 2007
Lunghezza dell'articolo in battute: 599

 

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Lampadine alla posta…

Qualche giorno fa, mentre utilizzavo un proiettore per le diapositive imprestatomi, la lampadina si è fulminata. L’indomani, con la lampadina inutilizzabile in tasca, sono andato nel grande magazzino in cui era stata originariamente comperata. La responsabile del reparto "fatelodavoi" si è stupita vedendo la confezione originale, ingiallita e che riporta come luogo di produzione il desueto "W. Germany". Senza troppa convinzione mi indica alcuni tipi di lampadine che evidentemente non sono adatti, la forma dell’innesto è molto diversa e la potenza è nettamente inferiore a quella necessaria a proiettare in maniera nitida le immagini. Mi chiede se non voglio comperare un nuovo proiettore, eventualmente collegabile al computer. Io le faccio notare che sarebbe assurdo cambiarlo solo perché si è fulminata una lampadina, il proiettore funziona ancora benissimo e non si tratta di un pezzo di antiquariato, ma di un oggetto di elettronica di consumo di non tantissimi anni fa. Continua la lettura di Lampadine alla posta…