Una tragedia annunciata

A causa delle politiche sull’immigrazione troppo restrittive e alle leggi razziste, nella fortezza Europa vagano come fantasmi milioni di persone senza documenti, che vengono sfruttati nei lavori più duri e malpagati, al servizio di un’economia al tracollo, senza frontiere per merci e capitali, ma che ne determina l’apertura per le persone, a seconda del bisogno di manodopera a basso costo.Anche Marta ed Enrique facevano parte di quelle tante persone costrette da una vita miserabile a passare da una frontiera all’altra cercando di sopravvivere in un mondo ingiusto e disumano non per una triste fatalità, bensì perché un pugno di privilegiati così ha deciso.
Maggiori informazioni su indymedia e sul sito del CSOA il Molino

 

L’audio

L’audio trasmesso dalle casse del soundsistem durante il concerto di sabato è un collage cacofonico di voci che ripetono ossessivamente frasi quali "non esistono esseri umani illegali ma solo leggi disumane" e articoli della costituzione cantonale.

http://noblogs.org/flash/mp3player/mp3player.swf

voci5.mp3

 

Le sagome di Marta ed Enrique

Mentre le sagome incollate accanto all’entrata dell’autosilo di Piazza del Sole, luogo dove regolamente erano presenti giovani migranti suonatori ambulanti sono realizzate alterando fotografie successivamente scomposte in immagini più piccole grazie al servizio online Rasterbator, un tool online per creare enormi immagini rasterizzate da foto di piccole dimensioni.Le immagini rasterizzate possono essere stampate anche come poster dalle dimensioni di 20 metri.

rasterbation.pdf 

 

La mela della morte

La Datura, o Stramonio (della famiglia delle solenacee come il pomodoro e la melanzana) è una pianta dai potenti poteri psicoattivi, da secoli è conosciuta ed usata da streghe, sciamani e psiconauti di ogni genere.

In questo video realizzato per "tikinò", serata a tema segreto, si vedono fiori di datura che si aprono al calar della sera (immagini realizzate velocizzando dozzine di volte il video originale), accompagnati da una poesia di Daniel Bilenko letta da Margherita Schoch. La colonna sonora è composta da un mix di canti popolari degli indigeni della Papuasia.

 

oppure clic qui per scaricare il video in altri formati 

 

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