Foto di gruppo dal set della pubblicità Panini per il nuovo album dei calciatori (grazie mla).
È possibile vedere lo spot online e tutta la gallery da qui!
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L’intervista apparsa sul numero #02 della rivista Ground Zero dedicata al cibo. Qui anche in versione pdf con le fotografie di Massimo “Max” Giudici e la mappa della sofferenza animale in Ticino.
È una guerra.
Incontro E. nella sua casa popolare in un quartiere di Lugano, attorno a lei cinque gatti. C. si presenta accompagnato dal suo cane Andreas, mi accoglie in un parco sulla riva del lago. Sia E. che C. sono vegani e militanti della prima ora del gruppo radicale “Offensiva Animalista”. Entrambi sono cordiali e contenti di poter esprimere la loro opinione su tematiche che ritengono fondamentali.
E: Finché avevo soltanto due gatti li nutrivo in maniera completamente vegana, ora che sono cinque non ho più la disponibilità finanziaria sufficiente, allora faccio un po’ a periodi, a seconda di quanti soldi ho in tasca.
C: Ho sempre amato gli animali, dopo aver letto un libro sull’argomento mi sono detto: da domani divento vegetariano. Perché il passo che dovrebbero compiere tutti quelli che affermano di amare gli animali è: evitare di mangiarseli. Per prima cosa ho eliminato completamente la carne e il pesce poi, nei mesi successivi,
anche tutti quegli oggetti che derivano dallo sfruttamento e dalla sofferenza animale, come le scarpe in cuoio, le cinture di pelle. Non è stata una scelta difficile, nonostante io sia goloso e mi piacciano pure le scarpe inglesi, perché comunque, informandosi, uno riesce a trovare le soluzioni per vivere in modo sereno. Nello spazio di due anni sono diventato completamente vegano, ora lo sono da dieci anni, senza avere il benché minimo problema di salute.
Il bus numero 3. Che autobus! Pieno di uomini, donne e speranze. Soprattutto alla mattina. Parte dalla cima della collina, fra le villette borghesi con la piscina azzurra. Via Vergiò, Cinque vie, Studio radio, Piazzale di Besso. La gente sale, ancora addormentata. L’aria calda ed umida respirata da mille bocche avvolge. E poi si passa davanti all’ospedale. È qui che nasce la gente di Lugano, è qui che nasce la gente di tutta la valle. Corpi ammassati, braccia e mani che si aggrappano alle maniglie e che si lasciano dondolare seguendo il ritmo del traffico, sul bus numero 3. Che autobus! San Nicolao. Salita dei Frati. Convento. E poi arriva in centro città, carica e scarica varia umanità e riparte. Tutti diversi, ma tutti con il biglietto in mano. Dal deserto bancario verso i quartieri dormitorio della Lugano che fa girare i soldi. Autosilo. Sacro cuore. Scuole. Non perde una fermata il bus numero 3. Sempre puntuale, anche quando c’è traffico. Con il suo snodo centrale. Lunghissimo. Che autobus! E poi Via Zurigo, Piazza Molino Nuovo, Vignola, Cimitero. Ci passiamo tutti da questa fermata. L’ultima. Capolinea. Si scende. Tutti scendano. Il bus numero 3, l’autobus della vita, che dura giusto il tempo di obliterare il biglietto. Dalla nascita alla morte. Che autobus il numero 3! Come dici? L’autobus che passa dall’ospedale è il 4 e non il 3. Salta tutta la metafora? Si, si, lo so che cimitero non è il capolinea. Ma mi faceva gioco. Mica sto facendo la mappa delle fermat.. No! Ma chissenefrega. È poesia questa. Urbana ma pur sempre poesia.