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Come scegliere il proprio film preferito

È uscito il terzo numero della rivista UNO: segnalo la nuova rubrica “suono” che ci presenta il tappeto sonoro di GranPizza, la presentazione di tiKINÒ e il lancio del concorso per soggetti che diventeranno poi audioracconti o cortometraggi.

Due anni fa ho fatto richiesta per essere ammesso in una scuola di cinema. Ho dovuto presentare un po’ di carte, qualche lavoro fatto e poi sono stato convocato per un colloquio con il direttore e alcuni responsabili. Ero un po’ agitato e allora nei giorni precedenti al colloquio mi sono preparato alcune risposte che mi avrebbero potuto aiutare. Ho pensato che, per esempio, mi avrebbero sicuramente chiesto quale fosse il mio film preferito. Ecco. Questa è una tipologia di domanda che mi mette sempre in difficoltà. Faccio molta fatica a considerare le categorie di cose “preferite”. Non è che non ci siano film che mi sono piaciuti, anche molto, è che difficilmente uno fra gli altri lo potrei mettere con facilità in cima ad una ipotetica lisa. Mica solo per i film. Anche per il cibo. Mi piacciono un sacco di cose, ma una preferita? Che poi magari se cito un piatto piuttosto che un altro me lo fanno trovare pronto quando vado a cena da loro. Per i dolci invece potrei dire con moderata sicurezza che il mio preferito è il panino all’uvetta. Comunque, torniamo all’esame. Qualche giorno prima avevo visto alla rassegna cinematografica del CSOA di Lugano il film di Giorgio Diritti “Il vento fa il suo giro”, un film che mi è piaciuto parecchio, il mio preferito? Certamente no? Però mi pareva che avrebbe potuto racchiudere in sé tutte sé caratteristiche minime necessarie a farlo diventare un “film preferito” plausibile per un colloquio di ammissione ad una scuola di cinema. Perché poi mica tutti i film vanno bene, magari uno ha la piena consapevolezza che “L’allenatore nel pallone due” sia il suo film preferito, ma non è che mica può andare a dirlo in giro, soprattutto negli ambienti delle scuole di cinema che notoriamente sono un po’ snob. Invece “Il vento fa il suo giro” mi sembrava perfetto: culturalmente accettabile, abbastanza di nicchia, moderatamente d’autore, conosciuto ma non troppo. Era anche diventato “un caso” in Italia perché un cinema di Milano lo ha programmato in continuazione per mesi. Ora, con il senno di poi, so che avrei dovuto citare un film del cinema delle origini, magari muto, se avessi davvero voluto fare una buona impressione. Comunque, se volete vedere il mio film preferito gratis lo passeranno allo studio foce di Lugano il 15 marzo alle 18’30. Gli organizzatori hanno chiamato Diritti per invitarlo alla proiezione, ma lui era in partenza per il Sud-America per girare il suo prossimo film. Era molto dispiaciuto.

Trailer serata “apocalisse”

L’apocalisse coglierà l’uomo mentre è in automobile e mentre suona il clacson in preda alla disperazione. (Vittorino Anderoli)

Giovedì 16 dicembre 2010, apocalisse permettendo, al Living Room di Lugano, serata di proiezione tikinò a tema “apocalisse” (dalle 21′00).

La fine del mondo si avvicina, 2012, profezia dei Maya, catastrofe nucleare, fine del petrolio, H1N1, cavallette, pandemia, armi di distruzione di massa non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ultima serata dell’anno dedicata a scenari apocalittici, ma anche alle piccole apocalissi quotidiane. Portate i vostri cortometraggi a tema, ma anche no. Potrebbe essere l’ultima occasione per mostrare a qualcuno il vostro lavoro.

Leggi anche l’articolo su Voce Libertaria

Una storia sbagliata

Un cortometraggio tikinò in cui si incrocia la storia di Giangiacomo Feltrinelli (l’editore ritrovato morto mentre stava preparando un’azione di sabotaggio ai piedi di un traliccio a segrate), Pasternak lo scrittore russo boicottato dal governo comunista e pubblicato per la prima in Italia da Feltrinelli e le vicende di un giovane militante ecologista che si prepara ad un’azione esplosiva in una delle nostre valli.

Il cortometraggio, di Micha Dalcol, è dedicato a Silvia, Costa e Billi, da troppi mesi imprigionati nelle galere elvetiche per con l’accusa di possesso, trasporto e tentato uso di materiale esplodente e di voler attaccare un centro IBM in costruzione che si sarebbe occupato di nanotecnologie.

Il corto è stato girato nel corso del mese di ottobre 2010 in Val di Blenio, in occasione di un weekend creativo dell’associazione www.tikino.ch

Il corto è distribuito con licenze creative commons, quindi liberamente diffondibile per iniziative non commerciali ed è disponibile anche su vimeo. Continue reading Una storia sbagliata