Foce: ritorno alla natura

Una ricostruzione di come potrebbe diventare la foce


Da: Voce Libertaria / no 16 – marzo 2011

La foce del Cassarate
Nonostante anni di malagestione, di dragamenti selvaggi, di costruzione abusiva, la foce di Lugano continua ad essere un interessante spazio ecologico e sociale. Negli scorsi anni è stato proposto un progetto di rinaturazione appoggiato e finanziato da città, cantone e confederazione. Lo scorso dicembre il progetto è stato approvato dal consiglio comunale di Lugano. Il costo previsto è di 6 milioni di franchi, può sembrare tanto, ma per quella zona (porto, lido e limitrofi) sono già stati stanziati 25 milioni.

Rinaturazione
La rinaturazione è un concetto strano: assolutamente postmoderno e per certi versi perverso. Significa cercare di realizzare degli interventi architettonici e paesaggistici per cercare di rimediare agli errori commessi negli anni precedenti. Cercare di riportare una zona nella condizione di natura autentica e non quella semplificata e addomesticata da cartolina. A volta si tratta di interventi radicali a prima vista difficili da comprendere. Per esempio verrebbero eliminati una ventina di alberi di specie non autocnone per essere sostituiti con specie locali che si inseriscono in maniera coerente nell’ecosistema fluviale.

Aria nuova
Il progetto, che farebbe aumentare l’area del parco, prevede di abbattere alcuni muretti, piantare nuovi alberi, di facilitare l’accesso all’acqua, creare una passerella pedonale in legno che permetta anche a passeggini e persone in carrozzelle di avvicinarsi al fiume e al lago, creare una terrazza in sasso dove prendere il sole o organizzare momenti di cultura. Togliere asfalto per creare sentieri, sostituire specie di importazione con piante autoctone aumentando la biodiversità e il piacere del contatto con la natura. Il tutto rispettando le norme di sicurezza idraulica e i concetti più moderni di gestione ecologica dei corsi d’acqua. Oggi giorno non si costruiscono più muri per difendersi dalle acque come si faceva nell’800, il nuovo concetto prevede di allargare gli alvei del fiume e lasciare degli spazi e della vegetazione che possa essere allagato dalle piene, la forza dell’acqua viene smorzata da grosse pietre poste in diagonale che evitano l’erosione. Le esondazioni sono poi degli eventi assolutamente rari, che forse vale la pena di gestire quando accadono (vi sono mediamente piene importanti ogni 100 o 1000 anni) senza privarsi dell’accesso al lago per i restanti 99 o 999 anni. Tutti i progetti e i dati idrologici sono consultabili sul sito: focecassarate.ch.

Paura dell’acqua
Quando si parla di lasciare spazio alla natura le paure più ancestrali della gente tornano a galla. Per secoli abbiamo dovuto proteggerci dall’ambiente che ci sta intorno. Si è quindi creato un comitato referendario contrario al progetto. Di questo gruppo fanno parte esponenti di tutti i partiti, dall’UDC al PS, tutti insieme contro la rinaturazione. Le motivazioni dei contrari fanno leva (tanto per cambiare) sul tema della sicurezza e della paura e su motivazioni poco ragionevoli: la paura dell’acqua (senza un muretto i bambini annegheranno), la paura delle piene (senza un muretto l’acqua inonderà la città), l’assurda volontà di conservare il muraglione di cemento d’inizio ‘900 come presunto elemento storico degno di protezione. Il comitato contrario alla rinaturazione ha ipotizzato scenari apocalittici: invasioni di zanzare ematofaghe, invasioni di popolazioni incontrollate di topi, invasioni di cormorani frontalieri, mulinelli mortali che si creerebbero nel lago, canneti di nove metri che toglieranno la vista dai monti e del lago. Le immagini evocate sono sempre le stesse, sia che si tratti di raccogliere voti per le iniziative xenofobe che per raccogliere firme (leggile tutte sul sito www.parcociani.ch). A Lugano è stato abbattuto tutto l’abbattibile, dalle storiche villette (ricordiamo per l’esempio l’asilo Inti in via alle Caragne, o i Molini Bernasconi) ad interi quartieri (come per esempio il Sassello) e ora, gli stessi palazzinari e cementificatori si ergono a difensori dei muretti del parco. È evidente che gli interessi in gioco sono altri!

 

2 thoughts on “Foce: ritorno alla natura”

  1. dai, ci troviamo fra 999 anni sulla passarella della nuova foce, con macchina fotografica e caleppino per gli schizzi e così vediamo che succede.

  2. é molto interessante come concetto e mi piacerebbe essere presente durante uno di questi periodi (quello delle piene e ho un raggio di 99 o 999 anni di tempo per aspettare) per vedere se effettivamente si potrebbe camminare sulla passerella in mezzo all’acqua!

    dici che entro 99 o 999 anni riescono a costruirlo?

    =D

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