
Un bel gioco dura poco
Il casinò di Locarno, forse non conscio dei danni personali e sociali prodotti dai casinò, decide di reclutare nuovi potenziali giocatori compulsivi lanciando una campagna pubblicitaria, che, se ci fosse la top ten delle pubblicità più trash andrebbe dritta dritta dietro a quella della signora Palmira che chiama il Conconi per riparare la "canala".La signora Palmira è però certamente più simpatica della biondazza del casinò seduta su di un oggetto che ad una prima lettura è irriconoscibile. Solo ad uno sguardo più attento ci si accorge che si tratta della Ò di casinò, che dev’essere una specie di logo per la casa da gioco locarnese.
Risposta non c’è…
Se apparentemente questo manifesto potrà sembrare banale, pone invece tutta una serie di interrogativi che non possono essere ignorati. Perché la modella ha solo una scarpa? Perché si tiene con la mano un piede? Si è fatta male (ipotesi avvalorata anche dall’espressione dolorante)? Vuoi dire che ha schiacciato qualcosa? Tipo delle fiches appuntite? Nulla è per caso, quindi c’è stato qualcuno che le ha deliberatamente lasciate in giro… un attentatore? Continua la lettura di Slogan scelti a caso
La formula della felicità (…) è consistita nell’eseguire l’operazione consumi fratto desideri. Ma questa è stata una ricetta per il consumismo. Se invece si azzerano i desideri, la felicità tende all’infinito. (Paul Samuelson, economista statunitenese)

Dopo il disastroso risultato uscito dalle urne lo scorso fine-settimana, il Classeur de Pub aveva bisogno di qualcosa che scuotesse la sua routine. Per cui, ha preso il coraggio a due mani, si è infilato il suo abito migliore (e non ci vuole molto) e si è recato alla presentazione dell’associazione “Lugano sì”. La maggior parte di voi non saprà probabilmente di che cosa sta parlando, allora procediamo con ordine. “Lugano sì” è un’associazione fondata nel 2005 da diversi ricconi e faccendieri luganesi con l’intento di esprimere il loro affetto nei confronti della città sul Ceresio e fare proposte per plasmarne il futuro. Giusto per capire di chi si sta parlando basti sapere che ne è presidente Alberto Ménasche, Gran Maestro della Gran Loggia Massonica Svizzera Alpina, vicepresidente tuttora in carica, secondo registro di commercio un morto: Aniello Lauro, definito “il re dell’albergheria ticinese” che ha lasciato questa valle di lacrime nel febbraio di due anni fa. Ne fanno poi parte Paolo Sanvidio (municipale di Lugano, ex PPD ora leghista), Nando Ceruso (sindacalista OCST) e un pugno d’altri VIP. Non male come inizio?