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Esportiamo solo materiale bello!

Quando un uomo con la pistola 

incontra un uomo col fucile, 
quello con la pistola è un uomo morto. 

(Per un pugno di dollari)

Davide contro Golia
Per fare pubblicità ci vogliono soldi, è risaputo! Nel caso delle campagne politiche la questione diventa ancora più evidente e da qualche parte anche preoccupante. Chi ha più soldi avrà più facilità a farsi sentire e quindi, a convicere chi è chiamato a votare. Siamo tutti uguali però se sei ricco è meglio! Per quanto riguarda l’iniziativa contro l’esportazione di armi, questa differenza è particolarmente visibile. Da una parte c’è la lobby dell’industria degli armamenti con una cifra d’affari da far invida a Paperon de Paperoni, e dall’altra i vari gruppi "per una svizzera senza esercito" che fanno colletta fra gli amici, vendono torte biologiche e collanine di conchiglie ai mercati per cercare di finanziarsi la campagna contro le esportazioni. La Ruag, che ha uno stabilimento anche ad Agno, è industria attiva nel settore degli armamenti. Produce per esempio le bombe a frammentazione, quelle che hanno la particolarità di dividersi in tante piccole bombette che restano inesplose fino a quando, ohibò, qualcuno le tocca. Ha la particolarità di essere di proprietà della Confederazione e di aver finanziato la campagna contro il divieto di esportazioni di armi con almeno 200mila franchi. Il Ceo della Ruag, Lukas Braunschweiler ha dichiarato alla stampa "Siamo una ditta di diritto privato e facciamo quel cazzo che vogliamo, in più siamo anche armati!". Continua la lettura di Esportiamo solo materiale bello!

Le contraddizioni di Piazzini, Polizia e Politicanti

In questa raccolta di dichiarazioni rilasciate ai media da polizia ed autorità (in particolare da Pedrazzini), legate alla repressione delle iniziativi antimilitariste, elencate cronologicamente, trascritte il più fedelmente possibile con indicazione della fonte, emergono alcune questioni importanti che mi irritano:
 

1) La scarsa chiarezza delle dichiarazioni (quasi omertosa) da parte della polizia, nessuno sa nulla, nessuno è informato dei fatti. Pedrazzini cambia le giustificazioni addotte alla carica per almeno tre volte.

2) L’assurda e indifendibile posizione di Pedrazzini riassumibile con “non ci si può burlare di istituzioni, polizia ed autorità”. Cito Mariuccia Ciotta (dal manifesto di oggi 11 dicembre 07) “la satira è una stonatura del linguaggio dei potenti, è una frattura dello status quo, è politica. è un esercizio di libertà che “offende” la verità dominante

3) Il tentativo di giustificare la carica con questioni sindacali (la polizia lavora troppo, non abbiamo abbastanza personale) o a livello umano (sono uomini, non sono mica di ferro).

 

In rosso ho cercato di riassumere il contenuto delle dichiarazioni, togliendo fronzoli ed orpelli per arrivare al messaggio significativo.

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Gravi abusi di potere della polizia domenica a Lugano

Domenica 25, per tutta la giornata, con la mia telecamera ho seguito le proteste pacifiche e colorate organizzate dal CPE. Poco prima che sfilasse la parata stavo riprendendo il teatro di strada promosso dalla Clown Army sul lungolago luganese. Un poliziotto in divisa, che stava trascinando due clown si è rivolto a me, gridandomi "ti spacco quella telecamera" (guarda il video) sembrava una minaccia gratuita, il fatto invece si è realizzato alcune ore dopo.

Ho seguito i clown fino alla centrale di polizia in via Bossi dove sono stati rinchiusi i primi 11 fermati sul lungolago. La polizia era schierata in doppia linea davanti al cancello automatico della loro sede. I clown davanti a loro schierati in rango. Dopo diverso tempo, qualche minuto dopo la liberazione dei primi 11 arrestati, mentre i pagliacci stavano salutando a loro modo i poliziotti, inchinandosi e scuotendo il sedere, è partita la carica. La cantonale (dietro ha superato con un balzo la comunale schierata davanti) e ha iniziato a picchiare (sequenza di immagini, : video.indy o google.video) .   
  
Io mi trovavo sull’altro lato della strada, in faccia al cancello ma accanto alle vetrine del negozio di mobili. Ho visto la carica partire, un agente in antisommossa (con la divisa scura, probabilmente della comunale) con il manganello alzato ha superato il rango dei clown ed è venuto verso di me (guarda la sua foto un istante prima che colpisse). Mi si è avventato contro, con il primo colpo ha colpito la videocamera che tenevo con il braccio destro e che si è spenta e che ha perso alcuni pezzi per terra. Ho cercato di coprirmi il volto per evitare un colpo in faccia. Il poliziotto mi ha colpito l’avambraccio fracassando l’ulna. (guarda i fotogrammi tratti dalla mia videocamera oppure il : video completo). Non ricordo altri colpi, ma nei giorni seguenti ho trovato sul mio corpo segni che sono sicuramente riconducibili a quel momento. La carica della polizia è brutale e del tutto ingiustificata, la protesta era pacifica e divertente. Fra la gente erano presenti bambini e anziani che assistevano allibiti alle brutalità. In questa carica cinque persone sono state fermate. Dopo alcune ore vengono rilasciate, raccontano di botte ricevute quando erano a terra ammanettate, calci in faccia ricevuti nelle zone senza telecamere delle centrale. Al pronto soccorso non sono per nulla stupiti, ci raccontano che le brutalità della polizia sono nella norma, ma non certo a questi livelli. Sono sconcertati e fotografano i lividi, le escoriazioni e documentano i danni più gravi.
 

Liquame grigioverde: contributo al giornale antimilitarista del CPE

Un po’ di inquietudine. Mancano dodici giorni all’inizio delle "Giornate dell’esercito" ma Lugano è già piena di militari. Come funghi sono spuntati nei bordi delle strade dei nuovi cartelli stradali, in metallo laccato di giallo. L’esercito ha posato una segnaletica parallela, le cui indicazioni, codificate in sigle di tre lettere, sono ignote ai più. Noi andiamo verso Cornaredo, loro si dirigono a "FDB", geografie civili e militari si sovrappongono e compenetrano.

Lugano è sotto assedio, un Risiko gigante. Ci si permette di giocare con la guerra, ieri ArteCasa, oggi le Giornate dell’Esercito, domani TicinoInformatica. Morte e distruzione diventano un piacevole diversivo alla spesa da Ikea per non stare a casa il sabato pomeriggio. Continua la lettura di Liquame grigioverde: contributo al giornale antimilitarista del CPE

NO alle barbarie militari: a Lugano settimana antimilitarista

Lugano è già invasa da truppe di militi che stanno preparando le "Giornate dell’esercito" che si terranno verso la fine del mese. Anche il CPE – collettivo precari esistenziali, si sta organizzando. Questo l’appello antimilitarista che è stato preparato. Se desideri stamparlo e diffonderlo ce ne è anche una versione in pdf!

Lugano: NO alla barbarie militari – Settimana antimilitarista
"… Difesa di cosa? In difesa della Svizzera in caso di invasione? Chi ci crede più! In realtà siete VOI…voi che con i vostri Stati e i vostri eserciti, con i vostri sistemi cannibali affamate la metà del pianeta, opprimete milioni di persone di ogni parte della terra, praticate moderne forme di schiavitù nelle vostre fabbriche inquinanti e velenose, sottraete la terra ai contadini, create nuove categorie di cittadini… i SENZA. Senza terra, senza lavoro, senza educazione, senza casa, senza diritti, senza documenti, senza cure… Voi, che in nome del profitto distruggete il pianeta, voi che elemosinate i diritti dei popoli… ebbene, noi diciamo che… siete VOI i veri terroristi dai quali la popolazione deve difendersi…"
(Libero pensatore anonimo)
A quasi vent‘anni dalla fine della guerra fredda, in un’epoca di guerra globale permanente, il nuovo esercito svizzero sente il bisogno di giustificare la propria esistenza con dispendiose operazioni pubblicitarie. In novembre a Lugano, accanto all’arrogante e orgoglioso rombo di aerei e mezzi militari di vario genere potremo „gustare“ le note delle bande(lle) musicali dell’esercito. La guerra, oltre che pace – come in 1984 di Orwell – è anche musica…

Durante questa cinque-giorni di inneggiamento alla patria e alla sicurezza, di osannamento al rispetto per la gerarchia e l’autorità, ci sarà anche chi, attraverso delle azioni, delle conferenze e dei momenti di scambio, proporrà un’opposizione etica e politica all’istituzione militare. Continua la lettura di NO alle barbarie militari: a Lugano settimana antimilitarista