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Che poi a ben vedere la bellezza della Svizzera è data per trequarti dai vetri polarizzati degli autopostali.

Certo che la Bregaglia è proprio bella,
colle montagne la nebbia e i larici
che dal postale con i vetri polarizzati è ancora più bella.
Che poi a ben vedere la bellezza della Svizzera è data per trequarti dai vetri polarizzati degli autopostali.
Che un mio amico italiano la prima volta che è venuto in svizzera è rimasto colpito dalla bellezza dei vetri polarizzati sui treni.
Ma per quanto sia bella la Bregaglia polarizzata a me dopo un po’ vien voglia di guardare il telefono per vedere se sono arrivati messaggi mail o tuit.
Che lo penso che scemo che sono che c’ho la Bregaglia polarizzata e io guardo il telefono.
E sulla posta ci sono anche quelli di quella generazione che sanno stare sulla posta senza guardare di continuo il telefonino. Si godono la polarizzazione. Ma sono sempre meno. Fra un po’ saranno tutti morti.

Che li riconosci gli svizzeri sui treni

Che li riconosci gli svizzeri sui treni
bevono succo di mele
con la giacca di pile verde
se in famiglia, giocano a Uno
anche i figli adolescenti
i bambini biondi, tre
ognuno col suo zainetto
mangiano panini integrali
e bastoncini di carote
conservati in scatole di plastica
con la loro suoneria discreta
bisbigliano
presentano spontaneamente il metaprezzo firmato
assieme al biglietto.

Quello che proprio non ho bisogno quando faccio un viaggio in treno

Che quello che proprio non ho bisogno
quando faccio un viaggio in treno
è di incontrare qualcuno che conosco.

Che io mi preparo per bene
tutte le mie cosine da fare
i numeri arretrati di Azione da leggere
le idee da scrivere al computer.

Che proprio non ho voglia di far conversazione
piuttosto guardo fuori dal finestrino
oppure gioco a pacman
che sull’iphone è davvero bello.

Che poi ogni tanto incrocio qualcuno
e faccio finta di non vederlo
mi sposto più avanti
o faccio finta di dormire.

Che magari mi sono anche comperato qualcosa da mangiare
che poi mi imbarazza
e anche se ne offri un morso solitamente non è che uno accetta
e tu sei li che mangi e lui guarda
non è mica bello.

E poi magari sto ascoltando le conversazioni
e vorrei segnarmele giù sul calepino
e poi mi chiedo chissà che cosa pensa
che faccio l’intellettuale che si segna giù i pensieri
che invece non sono pensiero
o almeno non sono pensieri miei
ma son le cose che sento.

Che se poi qualcuno si siede
e allora inizi a parlare
come va bene grazie cosa stai facendo
fai ancora i video si il sociale basta
ho cambiato genere vai ancora al molino
è un po’ che non ci vado non è più quello di una volta.