Il Molino… vaffanbagno!

L’accesso pubblico al lago è un diritto. Lo dice la costituzione, lo dice il piano direttore cantonale, lo dicono tutti. Parole vuote senza conseguenze alcune. In tutti questi anni non un pezzetto di riva è stato restituito ai legittimi proprietari ; la popolazione. Anzi peggio: a bordo lago si continua a costruire. «Il privilegio di vivere nel lusso» campeggia in un cartello che indica nuovi condomini a bordo lago nel golfo di Agno, la Piodella, in territorio di Muzzano. Il privilegio del furto di un bene comune perpretato dagli arroganti, che forti del dio denaro, la natura e gli esseri umani disprezzano.

Oggi il privilegio dell’accesso all’acqua, diritto imprescindibile e fonte di vita per ogni essere umano, produce unicamente guerre e privazioni. Con l’acqua si specula e ci si arricchisce. E tuttattorno alla fortezza Europa nell’acqua si muore: esodi per fuggire dalla miseria che si arenano per raggiungere "il sogno occidentale. Il tutto con la complicità delle autorità competenti e nel disinteresse generale.

Al resto, alla plebe, a noi tutti, cosa resta? Chi vive nel sottoceneri lo sa bene: il casoro di Figino e la foce di Lugano (quando polizia e securitas permettono).

Nulla di più. Tutto il resto sono rive cintate per difendere ville occupate due settimane l’anno. Lorsignori stiano però attenti; i pirati son tornati.Riprendiamoci le spiagge, riprendiamoci i nostri diritti.

 > Qui foto e comunicato

Il gatto del prete di Lavilla: 3° posto al film festival centovalli

Buone notizie dal Film Festival Centovalli che si è tenuto negli scorsi giorni a Intragna… 

Mercoledì 15 e giovedì 16 luglio è stata la volta dei 25 corti ticinesi in concorso, che si sono contesi il Premio Spazio Ticino 2009 – conferito dalla giuria tecnica – e il Premio del Pubblico Centovalli 2009 assegnato dagli spettatori votanti. A primeggiare è stato il cortometraggio Ombre di Alberto Meroni.

 Al terzo posto si è classificato Il gatto del prete di Lavilla di Olmo Cerri e Laura Pellegrinelli, un’animazione sperimentale ispirata ad un racconto della tradizione popolare ticinese che si è aggiudicata il premio offerto dal Comune di Intragna.

Motivazione della Giuria: In modo molto divertente e originale il film ha saputo raccontare una storia che ha radici nel passato del Ticino ottocentesco segnato da tensioni campanilistiche e di anticlericalismo di una parte della popolazione di Sonvico, rimaste nella memoria dei suoi anziani. Dalla semplicità di un disegno nasce un cortometraggio che si distingue per la resa espressiva con un’originale e raffinatissima animazione grafica in cui la storia viene montata e rappresentata a ritroso mediante una progressiva cancellatura dei segni. Uno splendido esercizio di stile su una voce recitante calda e accattivante tipica dell’antico racconto orale.

> Articolo su "La Regione" del 21 luglio 2009: regione-21luglio09.pdf

Il caffè della Peppina

Ah, che bell’ò café, pure in carcere ‘o sanno fà, co’ ‘a ricetta ch’a Ciccerenella, compagno di cella ci ha dato a mammà. (Fabrizio De André)

La quasi totalità degli anziani ticinesi e una consistente fetta di non anziani, beve abitualmente per colazione e spesso anche per cena il “cafelach”. Viene assunto in tazzoni o scodelle: spesso si tratta soltanto di surrogato di caffè a base di cicoria con una consistente quantità di latte. Qualcuno ci aggiunge zucchero e pezzettini di pane, altri zwieback (in gergo “i Zibàc”). È un piatto povero che per pochi centesimi sostituisce la cena, probabilmente retaggio dei tempi di guerra in cui da mangiare c’era poco per tutti e supportato dalla salda convinzione scientifica che “fa bene avere qualcosa di caldo in pancia prima di andare a dormire”. Autobotti di caffelatte vengono consumate quotidianamente e senza scalpore in Ticino, quando ecco che arriva la Emmi, il gruppo svizzero dell’industria del latte, che si mette a farne la pubblicità. Continua la lettura di Il caffè della Peppina

LIP 2.0 – Il ritorno

Stiamo lavorando alla nuova relase del LIP – Laboratorio informatica popolare. Che sarà la 2.0 e si terrà al CSOA il Molino di Lugano (e forse in altri luoghi che dobbiamo ancora determinare) nel corso dell’autunno-inverno 09/10. Stiamo tenendo in debita considerazione le indicazioni nate dal bilancio condiviso stilato al termine della scorsa edizione. La pagina e il programma sono ancora in costruzione, ma iniziamo a segnalare alcune novità!

Ci stimo organizzando attraverso una piattaforma web che trova spazio su riseup: vi rimandiamo qui per ogni questione organizzativa (proposte corsi, informazioni, eccetera). In alternativa ci sono sempre i nostri contatti e la chat.

Nella colonna sinistra della pagina del LIP c’è lo spazio per il microblogging tramite identi.ca. Saranno automaticamente visibili tutti i post taggati con #lip2Vi invitiamo a contribuire!

Con la collaborazione di ScatolaNera – contenitore multimediale vorremmo registrare alcuni interventi e metterli a disposizione online nella rubrica apposita

Per rimanere informati iscrivetevi ai feed del LIP

Tutte le info relative allo scorso LIP sono ancora disponibili qui

Premiato diplomificio SUPSI

"Chi è padrone della scuola, è padrone del paese."
Proverbio italiano (A. Selene, Dizionario dei proverbi) 


"Laureati o rimborsati"
È da qualche settimana che girano, perlopiù sui portali di informazione in internet, e qualche passaggio in TV e sui quotidiani. Sono le pubblicità della SUPSI, la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana. Non particolarmente riuscite, né ben realizzate, soprattutto per una scuola che vanta al suo interno un dipartimento di comunicazione visiva. Ma non è la qualità grafica di queste pub che voglio commentare, quanto il fatto stesso dell’esistenza della pubblicità per una scuola. Da quando in qua, le scuole hanno bisogno di pubblicità (e ho fatto anche la rima)?

Istruzione m-budget
Ve la vedete la maestra d’asilo dei vostri figli, su un cartellone che dice "Per il bambino che non deve chiedere mai"? Oppure, azioni speciali per i sempre più frequenti parti trigemini: "paghi due, insegno a tre! Continua la lettura di Premiato diplomificio SUPSI