Martedì 31 ottobre 2006, luna crescente, notte magica, le anime dei morti tornano sulla terra. Fuori dal CSOA il Molino c’è un fermento particolare. Gruppi di persone, armati di scale, ponteggi, pennelli e bombolette stanno colorando le pareti esterne (scrostate e pasticciate) dell’ex macello.
Non sono ancora le 21’00 quando Schnelmann e Castelli (stabili erariali e tenente della polizia comunale) con la simpatia che di default utilizzano nei rapporti con i molinari, si avvicinano alla struttura e avvertono che è necessario fermare i lavori. Gli stabili, sono di proprietà del comune e noi non abbiamo l’autorizzazione. Ci intimano ufficialmente di smetterla. Le pareti sono già state imbiancate e le bozze sono già state trasferite sulle pareti, sarebbe assurdo lasciare il lavoro a metà.
Finché era piccolo non si era accorto di essere un bambino M-budget, gli sembrava di essere normale, come tutti gli altri. È vero, essendo il secondogenito doveva mettere gli abiti smessi di suo fratello più grande, ma non gli era mai pesato più di quel tanto. Era stato svezzato a prodotti M-budget, abitando vicino alla Migros di quartiere per la sua mamma era comodo far la spesa li, gli opuscoli spiegavano che la qualità era la medesima, si risparmiava sulle confezioni, niente di preoccupante: Beveva Mb-latte con Mb-cereali, a ricreazione Mb-mele, poi un Mb-pranzo e per desser un Mb-yogurt, come tutti i bambini svizzeri amava il succo di mele (solo che il suo era Mb), si lavava con Mb-sapone e aveva una Mb-cartella verde e bianca. Quel Mb-gusto gli era diventato così famigliare e abituale che non riusciva a starne senza. L’unica cosa che un po’ lo rattristava era quello di non mangiare mai la cioccolata con le nocciole intere di cui era golosissimo, doveva accontentarsi della Mb-cioccolata con frammenti di nocciola. La mamma gli ricordava di pensare ai bambini che morivano di fame, lui in fondo era fortunato ad avere la Mb-cioccolata, e quindi cercava di non pensarci troppo.
