Giù le mani dalle droghe!

Da "Il Diavolo, quindicinale satirico" del 28 novembre 2008

Io non ho un problema di droga. Ho un problema di polizia. (Keith Richards) 

Un manifesto così brutto nemmeno Boneff in un periodo di crisi mistica avrebbe potuto concepirlo. Ce ne sono di diverse versioni, ma tutte si contraddistinguono per lo sfondo rosso slavato, l’abbondante uso di siringhe come elemento decorativo e lo slogan "Giù le mani dalle droghe". Già su questo avrei qualcosa da ridire, solitamente "giù le mani" si utilizza rispetto a qualcosa che si sta cercando di proteggere. Tipo Gianni Frizzo che dice "giù le mani dalle officine", o la vostra compagna che lamenta "giù le mani dalle mie tette". "Giù le mani dalle droghe" pare uno slogan antiproibizionista, ed è forse su questo che gli ideatori della campagna stanno speculando.

Lo "stono" di turno, domenica mattina a cinque minuti dalla chiusura del seggio, essendosi dimenticato di votare per posta, si infila le birkenstock e si reca al seggio per votare. Entra in cabina e lo assale un capogiro, il Zincarlin+, miscela di formaggio della Valle di Muggio e mescalina messicana che si è sbafato a colazione sta entrando in circolo. Non si ricorda più per cosa doveva votare. Nella sua mente si affaccia un Attilio Bignasca (fratello del dichiarato cocainomane) che si dice contro l’iniziativa. Il messaggio eccessivamente discordante manda il suo cervello in pappa. Con un impeto di concentrazione riesce a tornare in sé. Socchiude gli occhi e fa uno sforzo, gli appare alla mente il cartellone rosso slavato "giù le mani dalle droghe", gli si illuminano gli occhi arrossati, appoggia la biro blu sulla scheda e vota: no!

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Un pugno nello stomaco

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Da "Il Diavolo, quindicinale satirico" del 14 novembre 2008

I creativi della multinazionale del panino unto (a differenza dei loro clienti) non si fermano un momento e sfornano a getto pressoché continuo nuove iniziative pubblicitarie. Quella che andremo a commentare oggi, e che inaugura un ciclo di recensioni dei pannelli pubblicitari che possiamo trovare zuzzurellando nelle città del cantone, fa parte della campagna “obbiettivo risparmio”, ovvero hambuger venduti a prezzo scontato.

Lo slogan scelto è però indigesto almeno quanto la pietanza servita: “Stomaco vuoto come le tue tasche?” oppure, in un’altra versione, “Pochi spiccioli e tanta fame?”. Si fa dell’ironia sulla povertà e sulla fame, proprio nei medesimi giorni in cui un rapporto dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico denuncia che nei trenta paesi più industrializzati le disuguaglianze fra ricchi e poveri diventano sempre più importanti.

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Che ti fa arrabbiare? Come R-esisti?

Il Collettivo Zapatista "Marisol" di Lugano e Indymedia propongono un censimento-concorso (senza vincitori né vinti) delle esperienze di r-esistenza locali. Entro il 12 dicembre potranno essere consegnati opere (testi, fotografie, video, registrazioni, audio, disegni e oggetti) che rispondano alle domande "Come r-esisti? Cosa ti fa arrabbiare?".
In Ticino sono molte, ne siamo certi, le persone e le organizzazioni che si arrabbiano e resistono, che in comune hanno il rifiuto al sistema capitalistico, che in tanti piccoli e grandi modi lavorano alla costruzione di un’altra vita, di un’altra realtà. Con la dignità nel cuore.
I materiali ricevuti verranno poi catalogati in un sito internet ed in una pubblicazione e verranno esposti in una mostra che verrà organizzata in primavera nel nostro cantone.
Una selezione dei lavori partecipanti verrà invece esposta in Messico nell’ambito del "Festival per una rabbia degna" promosso dall’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. Il concorso vuole essere una testimonianza tangibile della solidarietà che valica i confini ed un modo di mettere in rete le esperienze r-esistenti locali.