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Vicoli Corti a Massafra: menzione speciale per “Dati sensibili”

Una vignetta di Micha

Si è conclusa la settima edizione di Vicoli Corti con la proclamazione dei tre lavori vincitori, uno per sezione in concorso e per relativo partner: Amnesty International Italia – CGIL – Fondazione Slow Food per la Biodiversità.

Dati sensibili ha ricevuto una menzione speciale, con la seguente motivazione:
messaggio espresso efficacemente con un linguaggio asciutto ed essenziale che colpisce rispetto alla drammatica condizione del precariato.

> Micha è stato al Festival a Massafra, ecco il suo diario grafico

Dati sensibili a Vicoli Corti

Un fotogramma del corto

Dati Sensibili è fra i corti finalisti al concorso “Vicoli Corti” a Massafra in Puglia

Dopo una intensa due giorni, si è giunti alla prima selezione in attesa di comunicare i lavori finalisti che verranno proiettati il 19 e il 20 agosto in occasione della settima edizione di Vicoli Corti. La scelta è stata ardua, sono giunti tanti lavori di pregievole fattura, la selezione è stata effettuata tenendo conto, oltre che dell’aspetto qualitativo, del messaggio e dell’attinenza a quanto richiesto dal bando per la suddetta sezione anche in riferimento a campagne promosse da Amnesty International.

> Maggiori info sul corto

Come scegliere il proprio film preferito

È uscito il terzo numero della rivista UNO: segnalo la nuova rubrica “suono” che ci presenta il tappeto sonoro di GranPizza, la presentazione di tiKINÒ e il lancio del concorso per soggetti che diventeranno poi audioracconti o cortometraggi.

Due anni fa ho fatto richiesta per essere ammesso in una scuola di cinema. Ho dovuto presentare un po’ di carte, qualche lavoro fatto e poi sono stato convocato per un colloquio con il direttore e alcuni responsabili. Ero un po’ agitato e allora nei giorni precedenti al colloquio mi sono preparato alcune risposte che mi avrebbero potuto aiutare. Ho pensato che, per esempio, mi avrebbero sicuramente chiesto quale fosse il mio film preferito. Ecco. Questa è una tipologia di domanda che mi mette sempre in difficoltà. Faccio molta fatica a considerare le categorie di cose “preferite”. Non è che non ci siano film che mi sono piaciuti, anche molto, è che difficilmente uno fra gli altri lo potrei mettere con facilità in cima ad una ipotetica lisa. Mica solo per i film. Anche per il cibo. Mi piacciono un sacco di cose, ma una preferita? Che poi magari se cito un piatto piuttosto che un altro me lo fanno trovare pronto quando vado a cena da loro. Per i dolci invece potrei dire con moderata sicurezza che il mio preferito è il panino all’uvetta. Comunque, torniamo all’esame. Qualche giorno prima avevo visto alla rassegna cinematografica del CSOA di Lugano il film di Giorgio Diritti “Il vento fa il suo giro”, un film che mi è piaciuto parecchio, il mio preferito? Certamente no? Però mi pareva che avrebbe potuto racchiudere in sé tutte sé caratteristiche minime necessarie a farlo diventare un “film preferito” plausibile per un colloquio di ammissione ad una scuola di cinema. Perché poi mica tutti i film vanno bene, magari uno ha la piena consapevolezza che “L’allenatore nel pallone due” sia il suo film preferito, ma non è che mica può andare a dirlo in giro, soprattutto negli ambienti delle scuole di cinema che notoriamente sono un po’ snob. Invece “Il vento fa il suo giro” mi sembrava perfetto: culturalmente accettabile, abbastanza di nicchia, moderatamente d’autore, conosciuto ma non troppo. Era anche diventato “un caso” in Italia perché un cinema di Milano lo ha programmato in continuazione per mesi. Ora, con il senno di poi, so che avrei dovuto citare un film del cinema delle origini, magari muto, se avessi davvero voluto fare una buona impressione. Comunque, se volete vedere il mio film preferito gratis lo passeranno allo studio foce di Lugano il 15 marzo alle 18’30. Gli organizzatori hanno chiamato Diritti per invitarlo alla proiezione, ma lui era in partenza per il Sud-America per girare il suo prossimo film. Era molto dispiaciuto.

Corto al femminile

Festival internazionale del cortometraggio al femminile. Dal 5 all’8 marzo 2010 al Cinestar di Lugano e al Lux di Massagno, Svizzera.

Segnalo alcune proiezioni:

Io sono / CH/ I/ BE (v.o I/T) / Videoarte (sabato 6 – 19/20’30 – al Lux)
D. Bilenko, O. Cerri, P. Soergel, A. Anselmi

Guarda la Frankye / Svizzera (v.o I) / Documentario (sabato 6 – 23/24’30 – al Lux) 
Olmo Cerri

Cinque voci, cinque anime, cinque poesie (domenica 7 – 18/19’30 – al Lux)  
Svizzera (v.o I) / Videoarte
Ursula Rampoldi

37esima potenza / Svizzera (v.o I) / Fiction (sabato 6 – 19/20’30 – al Lux) 
A. Meroni / D. Bilenko

Rabbia degna: le opere

Riprendo dal blog del collettivo zapatista:

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> Leggi in spagnolo!

Hola a tutti e tutte,

ecco concluso il percorso "Come r-esisti? Cosa ti fa arrabbiare?" che porterà all’allestimento di una mostra collettiva sulle r-esistenza che animano le nostre vite.
La partecipazione a questo primo "concorso" senza vincitori né vinti, indetto dal Collettivo Zapatista Marisol di Lugano e da Indymedia.ch/it, è stata assolutamente degna, a testimoniare che alle nostre latitudini i fiumi della ribellione continuano a scorrere. Si tratta di esperienze di r-esistenza che giungono non solo dalle terre che abitiamo, ma da tutta la terra, da oltre oceano, a rinsaldare la certezza che i ponti di lotta, sogni e utopie esistono e si moltiplicano.

All’incirca 40 le opere ricevute, caratterizzate da una grande fantasia realizzativa e da un’importante qualità artistica e politica: un variegato spaccato delle "rabbie degne" che muovono la r-esistenza di tutt* noi!
Diverse le tecniche utilizzate, dall’acquarello al videocollage, dalle marmellate autoprodotte al punk-oi, tanti piccoli e grandi mondi che lavorano alla costruzione di un’altra vita, di un’altra realtà. Con la dignità nel cuore.

Le opere sono tutte disponibili on-line, vi invitiamo a darci un’occhiata e a commentare, sottostanno a licenza Creative Commons by-nc-sa/2.5. Nelle prossime settimane partiranno per "Città del Messico", dove sta per iniziare il "Festival della Rabbia Digna" indetto dall’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, mentre in primavera verranno esposte in una mostra in Ticino. Grazie al CSOA il Molino per il sostegno!

 

:: Testi ::

– Che rabbia!

– G8 alla Diaz vendesi democrazia 

– Disegnare il mondo 

– L’infernale paradiso 

– Il mondo 

– Repressione 

– Beau comme un prison qui brule  

– Passato imperfetto, c’ha da diventare remoto

– Oltre a sé senza oggetti 

– La loro aula è la mia trincea

– La mia resistenza

– Sasso, carta o forbice? 

– L’inevitabile misantropia quotidiana

– Me enkabrona el agandalle

:: Immagini e grafiche ::

– Riot

– Che rabbia il maschilismo

– La rabbia del popolo palestinese

– Un popolo di pescatori a caccia di predatori 

– San po puu 

– Quando sono arrabbiata mi sfogo così 

– La luna sul Nilo 

– Al chile 

– La viola e il clarinetto 

– Beau comme un prison qui brule 

– Si te resiste te golpeo

– Urla la tua rabbia

– Reina 30 30 

:: Oggetti ::

– Incazzato Nero

– EZLN – la bandiera

– Un sacco di rabbia 

– Se mi fai incazzare ti tiro un fico 

– Scarpe rotte – Zapatos rotos

:: Audio e Video ::

– Prendi il tempo  

– Lugano Oi!

– Compartiendo la rabia digna!

– La commedia della precarietà 

– Improvvisazione del 22 luglio 

– Soldi e pensieri proibiti 

 

I pannelli della mostra portata a Città del Messico (in pdf)