Un autobus chiamato desiderio

"Un autobus può oggi travolgermi, e io posso morire così: non per questo l’autobus è la cosa più importante che ci sia."Marguerite Yourcenar (1903 – 1987)


Il ritorno dei guerrieri dell’arcobaleno

da: Il Diavolo (quindicinale satirico del 26.2.09)

Chiedo scusa a chi non abita nel luganese, anche questo manifesto è stato affisso solo ed esclusivamente nella grande e grossa Lugano. Ma d’altra parte chi ve lo ha fatto fare di andare ad abitare in quei paesucoli sperduti, inospitali e così lontani dal regno. Non temete, un giorno Lugano sarà così vasta ed estesa da comprendere finalmente tutto il Ticino, da Pedrinate ad Olivone, in modo che anche voi, o sfortunati abitatori di valli remote potrete godere di questa strepitosa offerta: "bus gratis per la partita!".

Linea efficiente, linea vincente 

Se ne sentiva davvero il bisogno, sicuramente una politica lungimirante e popolare relativa ai mezzi pubblici, parte proprio da qui! Il prossimo passo per rendere popolare ed utilizzato il trasporto pubblico sarà "bus aggratis per gli albini con il nome che inizia per f" e "bus aggratis per le persone con il dito indice più lungo del medio nate in agosto". Continua la lettura di Un autobus chiamato desiderio

1978 m/s.l.m venerdì alla Fabbrica a Losone

...Venerdì 27 febbraio 09, alla Fabbrica di Losone, in occasione della serata Tikinò a tema "La fiaba" verrà presentato, come programma collaterale, il cortometraggio 1978 m/s.l.m, realizzato per i 30 anni della Fondazione Diamante.

Girato sui Denti della Vecchia nell’ottobre dello scorso anno, di Erik Bernasconi e Olmo Cerri, con Alessandro Otupacca, scritto con Flavio Stroppini, immagini di Fabio Pellegrinelli

> Qui alcune fotografie di scena.

> Qui il video 

L’opera buffa

Le panchine erano rosse, è risaputo, "dalle panchine potrebbe partire una rivoluzione, quindi assieme a tutti gli spazi di socialità vengono eliminate." Oggi sono di cemento armato, e ad angolo retto, ma la carica rivoluzionaria intrinseca in questo genere di arredamento urbano è rimasta immutata, così come il timore e l’impegno delle autorità per circoscrivere questo dilagante fenomeno.

E quando queste non possono essere eliminate, magari perché parte integrante della struttura di cemento armato, come è il caso delle panchine attorno all’aula magna dell’Università di Lugano, bisogna trovare altre soluzioni. In questo caso si è pensato bene di impedirne l’accesso posando delle catene di plastica.

 

 

Il problema è che queste panchine, pur essendo scomode e fredde, venivano comunque utilizzate dalla popolazione. La parte di popolazione che da fastidio, quella che potrebbe traviare i bravi e ricchi studentelli sbarbati della facoltà luganese.  Continua la lettura di L’opera buffa

Qualche video messo online

Ecco i link a qualche video messo online negli ultimi giorni:

– Serata CortoMolino, una camera fissa riprende la sala, ecco le immagini velocizzate… 

– Il video di Ushi sulle mobilitazioni dopo l’evitabile morte di Marta ed Enrique 

– E per concludere, dagli archivi del CSOA il Molino, un montaggio del 2002 di immagini che ripercorrono la storia degli spazi autogestiti a Lugano. (versione audio originale: completo – versione audio nuovo: parte1 e parte2)

 

 

Ginevra: top3

> Musei e luoghi da visitare a Ginevra
1) Museo di storia naturale (grandissimo e molto bello), con tartaruga viva a due teste. Molto apprezzato dai bambini il video in cui si vede un coccodrillo che combatte con un piraña.
2) Esposizione etnografica sul calcio "Hor jeux", adattissima anche per chi non ama il calcio
3) Orto botanico (con serre tropicali), nonostante la stagione che rende qualsiasi aiuola all’aperto un ammasso di sterpaglie, davvero ricco ed interessante.

> Cose da mangiare a Ginevra
1) Pierrade, pezzetti di carne cotti su di una lastra di pietra tenuta calda da delle fiamme
2) Sushi, nonostante ti lasci sempre quel senso di insoddisfazione
3) Cibo vietnamita da "Vietman chez vous", in Rue de Carouge, ottimo nonostante ci sia stato sconsigliato da tutti per presunti scarsi livelli igienici.

> Passatempi economici
1) Andare in giro con le barchette sul lago (al prezzo di una corsa di autobus)
2) Il mercato delle pulci a Plain Palace
3) Leggere i giornaletti gratuiti 

> Letture delle ultime settimane
1) Barelle di Valentino Nicola, sulla mortificazione ospedaliera, presentato negli scorsi giorni al CSOA il Molino
2) Achille pié veloce (Stefano Benni)
3) Il rompipalle (intervista a Travaglio), se quelli di destra fossero come lui…
4) Barbari (Alessandro Baricco), stucchevolmente moralista

> Musica
1) Il genio – No non è possibile 
2) Ascanio Celestini – Fabbrica (monologhi)
3) Fausto Amodei – discografia completa

I have a dream

Scritto per la rubrica "Classeur de Pub" su Il Diavolo di oggi

Surriscaldamento climatico, ah ah ah! 

State molto attenti con i vostri sogni, perché corrono il rischio di avverarsi. 

Helvetic tours ci stupisce in pieno inverno con una campagna pubblicitaria che ci rimanda all’idea di caldo e di vacanze. È un colpo gobbo, ammettiamolo, invitare a pensare ad una spiaggia tropicale mentre con le dita gelate si gratta via il ghiaccio dal parabrezza dell’automobile è come sparare sulla croce rossa. In queste condizioni le nostre difese intelletuali sono abbasate, e siamo pronti per sciroccarci qualsiasi cosa, anche gli slogan scelti dal turoperetor elvetico: "Lei sogna un mondo nel quale fa caldo anche in gennaio". Prima di tutto: Lei chi? Lei "quella in bichini della foto" o lei "forma di cortesia, io che leggo". E poi come si fa a sognare un mondo in cui fa caldo anche a gennaio, cos’è un incubo? È uno spot per il surriscaldamento climatico? Già ora fa troppo caldo sempre, anche in gennaio, il clima sta cambiando e se continuiamo ad emettere sconsideratamente CO2 nell’aria per andare in vacanza dall’altra parte del mondo con gli aerei dell’Helvetic tours, lo farà ancora più repentinamente. Continua la lettura di I have a dream