Recensione del numero 1 di GroundZero per il quindicinale satirico “Il Diavolo”
Archivio mensile:Dicembre 2009
Impunità polizesca ticinese
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Con una decisione prevedibile e assolutamente ipocrita il Procuratore generale Bruno Balestra ha decretato il non luogo a procedere nei confronti dei 16 agenti della polizia cantonale e della comunale che intervenirono durante le manifestazioni di controinformazione e protesta che si tennero nel novembre del 2007 in occasione delle Giornate dell’esercito a Lugano.
Calci nei testicoli, manganellate nella folla, botte in centrale, cariche verso gruppi in cui si trovano anche bambini e anziani è stato considerato un agire "proporzionato e che non ha peraltro dimostrato singoli comportamenti contrari ai doveri di servizi".
I poliziotti sono stati buoni quindi, come tutti sotto natale. Un bel regalo lo hanno già ricevuto: l’impunità. Per fortuna che "Gesù cristo non è mai esistito".
Qualche link per ricordare che cosa era accaduto:
– Le contraddizioni di Piazzini, Polizia e Politicanti
Il comunicato del CSOA il Molino:
Non ci sorprende particolarmente il non luogo a procedere nei confronti dei 16 poliziotti indagati per lesioni, aggressione, minaccia, sequestro e abuso d’autorità durante le manifestazioni di protesta alle giornate dell’esercito 07 a Lugano. Da tempo ne siamo abituati: assoluzione piena di forze dell’ordine che abusano del loro ruolo, che spaccano teste, che picchiano, che rubano. Esiste un dossier che documenta gli abusi della polizia in Ticino, consultabile su www.indymedia.ch/it.
Siamo abituati a questi “interventi proporzionati” e a questi “agenti ai quali non può essere mosso alcun rimprovero”, come si legge nelle giustificazioni del PG Bruno Balestra. Perché stupirsi per un braccio rotto, per qualche graffio e qualche livido. Perché stupirsi delle minacce in dialetto agli operatori TV (“a parli in dialett perché sum a cà mia”) del tenente Gaffuri e di quelle del novello comandante della polizia di Locarno Silvano Stern a un mediattivista (“te la spacco quella telecamera” … cosa puntualmente avvenuta con rottura dell’ulna), o della violenta ginocchiata in faccia a una donna, fotografa francese, da un sergente, maschio, dell’esercito. Continua la lettura di Impunità polizesca ticinese
Dalle macerie del cantone: Ground Zero

GroundZero sta muovendo i suoi primi passi nel panorama editoriale ticinese ed è come una ventata di DeoFreshWC all’interno dei bagni della stazione. Copertina rosa condom, grafica studiata, carta piacevole al tatto e quel buon profumo di rivista stampata senza compromessi con sponsor commerciali (che spiccano per la loro mancanza) e gruppi politici. Si definisce “post-ideologica, pre-politica, post-partitica e pre-confessionale” e racconta di “quel che resta del Ticino”. È dalle macerie del nostro cantone che parte l’indagine di GroundZero per osservare e cercare di capire le perversioni della nostra società. Sarà un percorso in cinque tappe, con cinque numeri monografici che potranno vedere la luce solo se raccoglieranno un adeguato numero di lettori abbonati paganti. L’indipendenza ha un prezzo. Il prezzo che non paghiamo quando leggiamo i settimanali gratuiti stampati grazie alla pubblicità.
Questo primo numero ha come filo conduttore i luoghi: gli spazi fisici e mentali in cui passiamo le nostre vite. Al Serfontana il sabato pomeriggio, in Hotel quando rimaniamo senza casa, al Convento per ritrovare noi stessi, nelle aree di servizio per cercare contatti umani e nelle chat-line per adescare minorenni.
Il coraggioso Cascio Editore si è preso la briga di stampare tutto questo. È un lavoro sporco ma che andava fatto. Una serie di collaboratori, poeti, fotografi, scrittori, hanno rimestato nel torbido per voi. I lettori del Diavolo non potranno non apprezzare la bella pagina di fumetti di Christian Demarta (il papà del Gonzo e lo Stono) che ci accompagna in palestra per rassodarci i glutei e l’anima . Noi possiamo abbonarci (30 sacchi per i prossimi due numeri) o acquistarne una singola copia.
Costa meno della vaccinazione contro l’influenza H1N1 e offre le medesime garanzie di immunità. Se lo regalate a Natale inoltre, farete la figura degli intellettuali!
La voglio!
Per ulteriori informazioni, acquisti o abbonamenti potete contattare la casa editrice tramite e-mail, info@cascioeditore.ch, o al telefono 079 329 29 96.
La realtà photoshoppata

Buone feste, neh!

Esercizio CISA di scrittura filmica.
I vincoli erano: camera fissa su cavalletto, nessun taglio, editing minimo, in cinquanta secondi lei lascia lui, tempo di ripresa circa 1 ora (costruzione della scena compresa).
– Ecco il risultato su youtube
– E per i più curiosi ecco anche la vignetta-storyboard (qui a sinistra) e la sceneggiatura in pdf: OCI-buon natale – seconda versione.pdf
Abbiamo poi montato insieme 6 di questi esercizi per presentarli all’ultima serata tikinò, il risultato è visibile qui!
Credits: Ruslana Goloborod’ko, attrice – Alessandro Martinetti, gambe – Giacomo Jaeggli, camera – Salma Chiguer, script – e tutti gli altri compagni CISA per luci, scene e aiuti vari!
Le mutande di uno degli Assalti Frontali
Non so se avete in mente gli Assalti Frontali. Sono un gruppo di Roma. Sono degli hippopper militanti. Non sono sicuro che siano i termini giusti per spiegare che tipi sono. Dalle mie parti, almeno nel giro del centro sociale c’è una certa ammirazione per gli Assalti Frontali. Anche fra le compagne riscuotono un certo interesse. Penso che siano in quattro o cinque persone. Uno che mette i dischi e gli altri che ci rappano sopra e uno che vende le magliette ed i gadgets. Ma non sono sicuro, non è che li seguo molto. Qualche mese fa, nel centro sociale c’è stata un concerto degli Assalti Frontali. Bisognava farli dormire da qualche parte dopo il concerto, allora io sono andato a casa della mia ragazza e ho lasciato la mia stanza per far dormire gli Assalti Frontali.
Non mi ricordo bene il concerto. Forse non era potuto andare o forse ero rimasto fuori a far cassa per raccogliere i soldi per pagare gli Assalti Frontali. Comunque, dopo che gli Assalti Frontali hanno dormito nella mia stanza, ho trovato nella cesta della biancheria da lavare un paio di mutande da uomo che non erano mie e nemmeno del moroso della mia coinquilina. Non posso essere proprio sicuro al cento per cento che erano di uno degli Assalti Frontali. Però potrebbe essere. Non vedo chi altro potrebbe averle dimenticate.
Gentili poi a non lasciarle appallottolate nel letto ma metterle nella cesta della biancheria da lavare. Non so bene perché le hanno lasciate li, forse le hanno dimenticate o forse si sono confusi. A dire il vero avrei pensato che portassero i boxer. Non so, mi fa strano pensare ad un rapper con le mutande. Mi sono sempre immaginato i rappers con i boxer. Ma forse è un preconcetto mio sui rappers. Non ne ho mai parlato con nessun rappers. Comunque non sapevo bene cosa fare con queste mutande di uno degli Assalti Frontali. Buttarle via mi sembrava peccato. Continua la lettura di Le mutande di uno degli Assalti Frontali
